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transfert?

filadelfia

Frequentante
Ciao, ultimamente mi si è riacutizzata questa cosa.. soffro terribilmente per lo psichiatra e perché mi tiene a distanza ultimamente..Non mi cura con cura. Mi dà appuntamento una volta ogni 2 mesi e mi tiene lì una decina di minuti..vi sembra normale? Non so perché ma quando esco, mi viene da piangere.
Io mi sento in una sorta di competizione con lui, dalla quale ne sto uscendo perdente.
Qualche consiglio? Scusate lo sfogo.
 

filadelfia

Frequentante
Mi aspetto che mi curi con sollecitudine, come faceva in passato e come penso faccia e dovrebbe fare con tutti i pazienti. Tutto qui. Il suo modo freddo e sbrigativo non tiene conto dell'aspetto umano..ma non è sempre stato così. Non capisco perché adesso mi tenga a distanza..Non vorrei che fosse perché ha capito il mio sentimento..io non mi sento solo "rifiutata" come donna, ma anche come paziente.
 

Re Julien

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Hai ragione sull'aspetto umano, deve esserci. Come deve curarti con professionalità.
Ma, se non sbaglio, vai da lui solo per i farmaci, sempre gli stessi giusto?
Forse hai ragione, ha capito il tuo "sentimento", ma quale sentimento? Come lo definiresti?
Allora, sentirsi rifiutata come donna non dovresti, perché vai da lui per motivi terapeutici, quindi è forse più comprensibile il rifiuto come paziente anche se di fatto mi sembra che alla fine il suo dovere lo faccia. O sbaglio?
Non sarà che sei tu, che esigi di più dalla terapia, per sentirti in qualche modo ricambiata da lui?
Tornando al discorso iniziale di qualche tempo fa, fai attenzione, che rischi di compromettere il vostro rapporto terapeutico. Se c'è una qualche sorta di transfert va lavorato da parte tua, altrimenti peggiora le cose.
Mi rendo conto che è difficile per te forse anche capirlo, ma tu sei da una parte, lui dell'altra. Il rapporto umano in queste professioni lo ritengo importante, molto, ma nel tuo caso non si tratta più solo di rapporto umano, perché tu lo stai vivendo in un altro modo, non corretto.
 

filadelfia

Frequentante
Sì infatti ho cominciato una terapia psicoanalitica e ne ho parlato con lo psicanalista, ma è ancora molto presto per elaborare questa cosa.
Oltretutto il mio "sentimento" è forte e dura ormai da tempo..Non so come lo definirei, è un vero e proprio trasporto verso di lui.
Si sì vado da lui sempre per gli stessi farmaci, ma comunque mi danno dei problemi ma a lui sembra non importi molto.
Anche lo psicanalista ha detto che si è comportato in modo autoritario.
È ovvio che umanamente mi sento rifiutata anche o me donna..mettiti nei panni di una donna innamorata che soffre pene d'amore perché non ricambiata..con tutti i sentimenti negativi annessi..abbassamento dell'autostima ecc. In fondo succede molto spesso che terapeuti si innamorano di medici.. jung aveva addirittura avuto una storia d'amore con la sua paziente Sabine Spielrein..ed era Jung!
Ora capisco che queste cose sono sbagliate, che il rapporto terapeutico deve rimanere tale, però io sinceramente non posso che continuare a viverlo male. Forse dovrei cambiare medico?
 

Re Julien

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mettiti nei panni di una donna innamorata che soffre pene d'amore perché non ricambiata..
Quindi tu sei una donna innamorata? Per questo ti avevo chiesto di quale sentimento parlassi.
La cosa è più complessa di un sentimento non ricambiato in questo caso. Per questo dicevo che non dovresti sentirti rifiutata come donna. Lui non è una persona con la quale hai provato a costruire una relazione.
Forse dovrei cambiare medico?
Io lo cambierei, non per una questione di amore non corrisposto, ma per una questione terapeutica.
 
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