Emetofobia

Nella società moderna si riscontrano, più che in passato, diversi disturbi del comportamento alimentare tra i quali vi sono senza dubbio l’anoressia nervosa, comune principalmente tra le donne, e la bulimia, più diffusa tra gli uomini. Poco nota e spesso confusa con i precedenti è l’emetofobia, dal greco emeto (vomito) e fobia (paura), letteralmente paura del vomito.

Chi soffre di questa fobia ha il terrore di vomitare o di vedere gli altri vomitare. Tuttavia questa patologia non può essere considerata un vero e proprio disturbo alimentare. Nasce infatti da un disagio psicologico che può portare colui che ne è affetto a non mangiare per paura di vomitare. Non riguarda una fascia d’età in particolare e si manifesta in  molti casi senza una vera e propria causa scatenante o senza che l’emetofobico ne abbia memoria.

I soggetti emetofobici possono rispecchiarsi in due sintomatologie differenti:

  • La prima, caratterizzata da attacchi d’ansia e panico. In questo caso l’ansia porta ad avere un fastidioso senso di nausea, con il conseguente peggioramento dello stato ansioso.
  • La seconda, tipica di quei soggetti che soffrono di alcuni disturbi, quali ad esempio il mal d’auto, il mal di mare o il mal d’aria, che li porta ad avere una reazione fobica alla nausea, generando ansia, e quindi aggravano il disturbo.

Entrando nello specifico: gli emetofobici tendono ad evitare di viaggiare (soprattutto in gruppo), prendere i mezzi pubblici, consumare pasti con altre persone o controllare che il cibo non sia avariato. Tendono ad assicurarsi che le persone che li circondano stiano bene e non presentino sintomi quali nausea e/o vomito. Soprattutto sono inclini ad isolarsi e a non parlare di questa fobia con nessuno; alcune donne emetofobiche sono indotte ad evitare gravidanze per paura del senso di nausea.

Concludiamo con un piccolo paradosso: sebbene abbiano il terrore del vomito, gli emetofobici, sviluppano una resistenza ad esso maggiore rispetto agli altri individui, infatti un emetofobico raramente vomita.

Nota importante: questo non è un sito a sfondo medico. Nel nostro Staff non ci sono attualmente medici, psicologi, psicoterapeuti, psichiatri o specialisti del settore. Coloro che lo gestiscono e lo moderano sono persone che non intendono sostituirsi agli specialisti del settore, ma solo darvi la possibilità di parlare di questa patologia e di confrontare le nostre esperienze. Vi consigliamo, anzi, di rivolgervi ad un professionista nel caso in cui vi riconosciate in questa patologia.

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