• Questa community è solo un punto d'incontro per persone che soffrono di emetofobia e non può essere considerata come terapia per superarla, per questo consigliamo sempre di consultare uno specialista. Buona navigazione a tutti. ;)

Ciao a tutti mi presento

andreaV

Nuovo Iscritto
Buona sera a tutti, mi presento, mi chiamo Andrea, ho 23 anni e sono uno studente di medicina (si avete letto bene)
Da quando ho scoperto il forum una settimana fa e aver letto varie presentazioni, ho pensato se era il caso di scrivere la mia esperienza, pensavo infatti che iscrivendomi su un forum che parla di emetofobia non avrei fatto altro che rafforzare questa condizione, ho pensato poi che il disturbo è gia ben radicato e parlarne con qualcuno oltre che scrivere cio che mi spaventa puó solo aiutare
Premesso che sono sicuro verrá fuori un messaggio lungo, ci tengo anche ad avvisare gli utenti piu sensibili che ho deciso di non censurare la parola v*****, quindi se anche leggere un racconto dovesse essere fastidioso, cambiate post.
Ho scoperto di essere emetofobico ormai un anno fa, quindi ho scoperto questa condizione, che è molto piu di una semplice fobia specifica come difatto viene descritta, ad un età maggiore rispetto a molte storie che ho letto
In particolare quando mia sorella, probabilmente per un virus o altro, ha vomitato molte volte per un pomeriggio intero; fino a quel giorno l'emetofobia non sapevo neanche cosa fosse
A complicare il tutto, soffro anche di DAG, questa è una patologia a parte, che ho da molto piu tempo rispetto all'emetofobia e che ho deciso di trattare solo di recente.
Le due condizioni viaggiano su binari diversi, con sintomi a volte in comune a volte diversi, e che peró a volte si incontrano, finendo per amplificarsi a vicenda rendendo la mia vita molto difficile da svolgersi specie nell'ambito della socialitá e dell'appetito
Da quello che ho potuto osservare, credo che la mia emetofobia nasca dal non aver superato, come molti di voi, un episodio di vomito, e di cui mi sono reso conto solamente vedendo mia sorella stare cosi male.
Era una sera ai primi di giugno, avevo 18 anni e sembrava tutto normale, verso l'ora di cena inizio a non stare molto bene e a non avere appetito, stupidamente mangio lo stesso qualcosina e alle 23.30 circa, dopo essermi quasi addormentato, mi sveglio di soprassalto, non faccio in tempo ad arrivare in bagno che succede, per terra e addosso, e poi di nuovo pochi secondi dopo.
Capite bene che quando uno ricorda alla perfezione un episodio di 5 anni prima, è evidente che l'emetefobia sia molto piu di una semplice fobia specifica, ma sia, per alcuni, un vero e proprio PTSD.
Sono arrivato a ricordare tutte le volte in cui ho vomitato (3 da quando ho memoria da bambino), e a pensare al vomito come a qualcosa di terribile, che fa perdere il controllo, di innaturale, come una lotteria alla quale speri di non vincere mai.
Me ne sono accorto peró appunto, vedendo qualcuno a cui tengo molto stare male, evidentemente la mia, anche dopo l'episodio traumatic vissuto da me stesso, ha proceduto tranquilla (con il solo DAG presente) fino ad un grilletto, ad un trigger, dato dall'episodio di mia sorella, forse perche ero in un momento di debolezza, mi sono reso conto che con i due anni di lockdown il DAG era migliorato da solo, per l'idea di protezione che lo stare a casa evidentemente mi aveva dato, e una volta finito lockdown con la vita che riprende quasi normalmente, ecco il DAG che ritorna ad essere invalidante, ecco che basta un piccolo episodio per riportare alla mente ricordi che fino a quel momento pensavo di aver dimenticato, o forse doveva semplicemente succedere
Un ulteriore fattore che rende il tutto piu difficile è dato dal fatto che in casa non ho alcun farmaco antiemetico, per cui ogni volta che mi sento poco bene, o ho l'influenza o la febbre, finisco per non mangiare nulla per paura di vomitare non avendo in caso nessun medicinale che possa essere d'aiuto, essendo che il DAG si manifesta anch'esso con inappetenza, capite bene che piu volte mi è capitato di saltare interi pasti
Ricordo quando ho fatto la terza dose di vaccino anticovid e per paura di vomitare non ho mangiato nulla per un giorno intero, riuscendo a bere una tachipirina solamente dopo 12 ore, sopportando quindi 12 ore di febbre alta pur di non incorrere nel rischio di vomitare.
Fortunatamente ho deciso di curare il DAG con farmaci, la scelta migliore che potessi fare, cosi da ridurre un pochino anche l'aspetto correlato all'emetofobia, cioe tornando alla metafora di prima, togliendo la possibilitá di incontro tra I due binari e quindi di successiva amplificazione reciproca dei due disturbi.
Ma la paura rimane, per quanto abbia avuto un enorme beneficio dei sintomi dalla terapia per il DAG la paura rimane, il pensiero che se esco e vedo un amico questo potrebbe aver avuto il virus intestinale e io contagiarmi rimane, che possa mangiare un alimento scaduto e vomitare, un colpo di freddo e vomitare, fare il bagno prima di aver digerati e vomitare.
Ho letto che una delle terapie psicologiche piu efficaci si la EMDR, anche perche la terapia eapositiva non credo possa funzionare su di me, vedere in video o in ospedale qualcuno che vomita non mi piace come non piace a nessuno, ma non mi getta nel panico come vedere un parentr che vomita, o l'idea che io stesso debba vomitare.
Chiedo scusa se sono stato particolarmente esplicito nel mio racconto senza censurare le parole che ci creano disgusto ma volevo essere il piu vero possibile.
Fatemi sapere se volete le vostre esperienze, sensazioni, rimedi, e date pure dei consigli se ne avete
Grazie
 

Trudy62

Specialista
Premium
Buona sera a tutti, mi presento, mi chiamo Andrea, ho 23 anni e sono uno studente di medicina (si avete letto bene)
Da quando ho scoperto il forum una settimana fa e aver letto varie presentazioni, ho pensato se era il caso di scrivere la mia esperienza, pensavo infatti che iscrivendomi su un forum che parla di emetofobia non avrei fatto altro che rafforzare questa condizione, ho pensato poi che il disturbo è gia ben radicato e parlarne con qualcuno oltre che scrivere cio che mi spaventa puó solo aiutare
Premesso che sono sicuro verrá fuori un messaggio lungo, ci tengo anche ad avvisare gli utenti piu sensibili che ho deciso di non censurare la parola v*****, quindi se anche leggere un racconto dovesse essere fastidioso, cambiate post.
Ho scoperto di essere emetofobico ormai un anno fa, quindi ho scoperto questa condizione, che è molto piu di una semplice fobia specifica come difatto viene descritta, ad un età maggiore rispetto a molte storie che ho letto
In particolare quando mia sorella, probabilmente per un virus o altro, ha vomitato molte volte per un pomeriggio intero; fino a quel giorno l'emetofobia non sapevo neanche cosa fosse
A complicare il tutto, soffro anche di DAG, questa è una patologia a parte, che ho da molto piu tempo rispetto all'emetofobia e che ho deciso di trattare solo di recente.
Le due condizioni viaggiano su binari diversi, con sintomi a volte in comune a volte diversi, e che peró a volte si incontrano, finendo per amplificarsi a vicenda rendendo la mia vita molto difficile da svolgersi specie nell'ambito della socialitá e dell'appetito
Da quello che ho potuto osservare, credo che la mia emetofobia nasca dal non aver superato, come molti di voi, un episodio di vomito, e di cui mi sono reso conto solamente vedendo mia sorella stare cosi male.
Era una sera ai primi di giugno, avevo 18 anni e sembrava tutto normale, verso l'ora di cena inizio a non stare molto bene e a non avere appetito, stupidamente mangio lo stesso qualcosina e alle 23.30 circa, dopo essermi quasi addormentato, mi sveglio di soprassalto, non faccio in tempo ad arrivare in bagno che succede, per terra e addosso, e poi di nuovo pochi secondi dopo.
Capite bene che quando uno ricorda alla perfezione un episodio di 5 anni prima, è evidente che l'emetefobia sia molto piu di una semplice fobia specifica, ma sia, per alcuni, un vero e proprio PTSD.
Sono arrivato a ricordare tutte le volte in cui ho vomitato (3 da quando ho memoria da bambino), e a pensare al vomito come a qualcosa di terribile, che fa perdere il controllo, di innaturale, come una lotteria alla quale speri di non vincere mai.
Me ne sono accorto peró appunto, vedendo qualcuno a cui tengo molto stare male, evidentemente la mia, anche dopo l'episodio traumatic vissuto da me stesso, ha proceduto tranquilla (con il solo DAG presente) fino ad un grilletto, ad un trigger, dato dall'episodio di mia sorella, forse perche ero in un momento di debolezza, mi sono reso conto che con i due anni di lockdown il DAG era migliorato da solo, per l'idea di protezione che lo stare a casa evidentemente mi aveva dato, e una volta finito lockdown con la vita che riprende quasi normalmente, ecco il DAG che ritorna ad essere invalidante, ecco che basta un piccolo episodio per riportare alla mente ricordi che fino a quel momento pensavo di aver dimenticato, o forse doveva semplicemente succedere
Un ulteriore fattore che rende il tutto piu difficile è dato dal fatto che in casa non ho alcun farmaco antiemetico, per cui ogni volta che mi sento poco bene, o ho l'influenza o la febbre, finisco per non mangiare nulla per paura di vomitare non avendo in caso nessun medicinale che possa essere d'aiuto, essendo che il DAG si manifesta anch'esso con inappetenza, capite bene che piu volte mi è capitato di saltare interi pasti
Ricordo quando ho fatto la terza dose di vaccino anticovid e per paura di vomitare non ho mangiato nulla per un giorno intero, riuscendo a bere una tachipirina solamente dopo 12 ore, sopportando quindi 12 ore di febbre alta pur di non incorrere nel rischio di vomitare.
Fortunatamente ho deciso di curare il DAG con farmaci, la scelta migliore che potessi fare, cosi da ridurre un pochino anche l'aspetto correlato all'emetofobia, cioe tornando alla metafora di prima, togliendo la possibilitá di incontro tra I due binari e quindi di successiva amplificazione reciproca dei due disturbi.
Ma la paura rimane, per quanto abbia avuto un enorme beneficio dei sintomi dalla terapia per il DAG la paura rimane, il pensiero che se esco e vedo un amico questo potrebbe aver avuto il virus intestinale e io contagiarmi rimane, che possa mangiare un alimento scaduto e vomitare, un colpo di freddo e vomitare, fare il bagno prima di aver digerati e vomitare.
Ho letto che una delle terapie psicologiche piu efficaci si la EMDR, anche perche la terapia eapositiva non credo possa funzionare su di me, vedere in video o in ospedale qualcuno che vomita non mi piace come non piace a nessuno, ma non mi getta nel panico come vedere un parentr che vomita, o l'idea che io stesso debba vomitare.
Chiedo scusa se sono stato particolarmente esplicito nel mio racconto senza censurare le parole che ci creano disgusto ma volevo essere il piu vero possibile.
Fatemi sapere se volete le vostre esperienze, sensazioni, rimedi, e date pure dei consigli se ne avete
Grazie
Ciao Andrea, benvenuto nel forum!
In primis volevo farti i complimenti per il percorso di studi che hai deciso di intraprendere.
Poi, per quanto riguarda l'episodio trigger, penso che ti abbia risvegliato (o meglio, svegliato) una fobia latente, nonché espressione del DAG, poiché, alla fine, l'emetofobia non è altro che la punta di un iceberg che nasconde altre insidie, paure, traumi non rielaborati; spesso l'emetofobia è associata al timore di perdere il controllo. Il quadro tipico di un emetofobico, infatti, è caratterizzato da un bisogno eccessivo di avere tutto in ordine, controllato, nulla deve sfuggire dal nostro sguardo. Una cosa fuori posto può generare ansia.

Leggo che assumi farmaci, tuttavia sarebbe consigliato affiancare il percorso farmacologico ad un percorso psicoterapeutico. L'EMDR è una tecnica abbastanza recente che, a seguito di vari studi, sembra essere abbastanza efficace nella rielaborazione di alcuni traumi. Tuttavia, prima di intraprenderla, lo psicoterapeuta necessita di ricavare il maggior numero di informazioni relative alla tua vita e, soprattutto, deve conquistare la tua fiducia in quanto questa tecnica richiede una sorta di "perdita del controllo" o meglio, devi fidarti nel tuo terapeuta e seguire le sue indicazioni.
 
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