Ciao a tutti! Sono emetofobica da sempre, ma non sapevo che si dicesse così. L'ho scoperto per caso l'altro giorno in un sito di psicologia. E pensare che credevo che questo problema fosse solo mio... Quindi eccomi qui.
Non sono una che scrive spesso nei forum, ma in questo caso non posso esimermi!
Credo che la mia fobia sia nata a causa degli attacchi di acetone di cui soffrivo da piccola. Visto il sito in cui mi trovo non sto a descrivere i dettagli, ma ho avuto alcuni episodi che si sono stampati molto bene nella mia mente...
Capita di sentirsi chiedere: qual'è il tuo primo ricordo? Magari qualcuno racconta di giochi che faceva, di posti in cui è stato, tutte cose abbastanza carine... Il mio è una terribile notte che ho passato all'età di due anni in preda all'acetone!
Un altro episodio cruciale è stato verso i 7 anni. Un giorno in cui c'era agitazione in casa per l'arrivo di alcuni ospiti, io mi sentivo strana e non avevo voglia di mangiare. Mi hanno detto la classica frase: "Dai, mangia qualcosa: non ti può fare male". Risultato: sono stata male. Da quel giorno non ho più mangiato nulla per un anno intero! Sopravvivevo solo con delle iniezioni che mi facevano a giorni alterni. Mi hanno portata anche da degli psicologi, ma non è servito a nulla. Comunque la cosa si è risolta da sola con il passare del tempo.
Sono poi stata male l'ultima volta in prima media perché ero preoccupata per un compito in classe. Da allora ho imparato a contenere gli effetti della mia ansia sullo stomaco e sono 35 anni che non vomito più.
In realtà questa fobia non mi condiziona particolarmente la vita e non continuo a pensarci. Gli aspetti su cui incide, alla fine, direi che sono: non bevo alcoolici perché il loro odore e sapore mi ricorda...; non amo gli inviti a pranzo ed al ristorante, ma ci posso anche andare, mangiando pochissimo (comunque mangio sempre poco); odio andare dal dentista, non per la paura del dolore (non ce l'ho), ma perché mi mettono le mani in bocca. A proposito: qualcuno conosce un dentista a Milano che fa l'impronta con lo scanner invece che con la pasta?
Non la faccio tanto lunga e concludo dicendo che la mia teoria su questa fobia è che si manifesta in persone particolarmente sensibili alla sofferenza corporea. Io tendo ad avere una memoria di elefante. Ogni cosa negativa che mi capita resta impressa e non se ne va più. Io ricordo perfettamente tutto quello che mi ha fatto soffrire in qualunque modo ed anche le scene che ho visto relativamente ad altre persone. Chi non ha questo problema, magari è stato anche peggio e chissà che cosa ha passato nella vita, ma non se ne fa un problema per il futuro; lo archivia e non ci pensa più.
Come dice mio marito: "Sarò anche insensibile, ma sicuramemte vivo meglio di te". Ed ha ragione...

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