Da quando ho avuto quel caTSo di attacco di panico mignon, mi sono interrogata spesso sull'argomento natura durante la settimana, aiutata dal fatto di stare da sola (il piko è a milano).
Natura natura natura.
Ho pensato alle scimmie che eravamo e a quello che siamo diventati, al nostro ciclo di riproduzione e ai vari istinti che ci accompagnano per la cosidetta natura.
In una serie televisiva che adoro (vabbe', sì, è lei, ma non la nominiamo), c'è una razza umanoide che va in calore ogni sette anni. Cioè questi stanno sette anni a fare i logici (la loro educazione si basa tutta sulla logica), poi all'improvviso diventano come bestie assatanante non dico di che cosa e sentono violentemente l'istinto di accoppiarsi, devono farlo se no schiattano. Perdono completamente la brocca e si farebbero pure i buchi nei muri, volendo.
Sono arrivati a questo punto proprio "grazie" alla loro logica, al loro castrare le emozioni (hanno pure un rituale per liberarsi delle emozioni), si sono "allenati" a non sentire l'istino sessuale come gli umani, ma allo stesso tempo soccombono quando questo istinto si presenta ogni sette anni.
Prima della "crisi del settimo anno" sono calmi, pacati, del tutto disinteressati al sesso (se non i rari casi).
Nel telefilm, per spiegare questa condizione si fa riferimento agli animali, non agli umani, ma agli animali, perché gli animali non lo fanno tutti i giorni dell'anno, ma solo in determinati periodi. Gli umani no, per gli umani ogni giorno va bene.
Allora mi sono interrogata su una cosa che forse dovrei chiedere ad un biologo: ma il nostro accoppiarci senza tempo è veramente un istinto naturale o nel corso dell'evoluzione ci siamo "allenati" ad essere sempre pronti, al contrario della razza (immaginaria, of course) che citavo sopra? E questo ha generato una sorta di regolamento in cui chi non lo fa con "regolarità" non rientra nella norma?
A proposito di questa cosa, ho notato come si parla spesso di rapporti sessuali "regolari". Cioè, una coppia è giudicata stabile se ha "regolari" rapporti sessuali e questo genera non poche pippe, ops...volevo dire problemi a chi invece non lo fa regolamente anche se ha una relazione fissa e strabordante d'amore. C'è gente attaccata alla canna del gas perché non lo fa due/tre volte a settimana ma magari una volta al mese (dove fanno crollare le pareti, come la razza di cui sopra), e quando chiedi loro perché ti rispondono che non gli va, però se ne fanno un problema.
Allora mi sono fatta un'altra domanda: non sarà che l'essere umano in verità non è "nato pronto" e che il vero istinto seguirebbe un calore come gli animali, ma la sua coscienza e la facilità di comunicazione lo hanno portato a plasmare le sue pulsioni affinché sia sempre disponibile?
Ci sono molte specie di animali che pur stano insieme una vita si accoppiano una volta l'anno (alcune pure duecento volte al giorno), sfigliano, si prendono cura del nanetto e poi si dividono per rivedersi l'anno dopo (se non addirittura dopo due anni). E sono coppie sanissime che durano una vita. Perché l'essere umano non ci riesce se poco poco manca la "regolarità"?
Perché spesso ci si basa su questo per decretare se due persone stanno bene insieme? E se esistono casi in cui o lui o lei devono andare in calore e quindi non basta solo amare la persona che sta loro vicino, perché non è considerato naturale?
Dopotutto abbiamo soffocato molti dei nostri istinti primordiali, avremmo potuto benissimo plasmarne altri a nostro vantaggio e per il puro piacere, ma se così fosse, allora è ragionevole pensare che forse non è proprio un istinto quello di accoppiarci con "regolarità" quanto una necessità legata al cervello, al ciò che potremmo pensare di noi, al se deve fa: una doverizzazione, praticamente.
Come noi sentiamo la nausea per paura, potremmo sentire l'eccitazione in qualsiasi periodo perché crediamo che sia questa la verità, la normalità, No?
Non so se sono riuscita a spiegarmi, ma una cosa è certa: se mi sentisse Freud si ecciterebbe.







