Stamattina mi sono messo a vedere dei video su youtube, fino a che non mi è capitato di vedere un video dove una signora messicana vomitava su di una giostra. Forse sarà capitato anche a voi di vederlo, il video è abbastanza noto.
Preciso che non provo ribrezzo o paura per il vomito visto in video, ma una sensazione che va vicino all'euforia, una sorta di curiosità che sento mi fa aumentare lievemente le palpitazioni. Eccitazione, stupore...non so dare un nome a quello che provo. Fatto sta che mi capita, di tanto in tanto, di cercare APPOSITAMENTE video di vomiti su internet. Per farmi forza, per non temere più questo avvenimento, non so. Ma li cerco, numerosi; li vedo e li rivedo fino a memorizzarne anche il più piccolo particolare, scioccato da come la gente possa mettere pubblicamente in rete delle cose tanto disgustose e private. Eppure li vedo. Ne sono quasi attratto.
Diversissima è la sensazione che il vomito reale, effettivo mi provoca. Non ho paura di vomitare di giorno o di autoindurmi conati in stato di totale coscienza, anche se fino ad ora non l'ho mai fatto. L'idea, comunque, non mi crea paranoie. Ma non è questo a terrorizzarmi: ciò che più mi spaventa, anche se mi sento ridicolo a parlare di paura per un fatto in fondo così naturale, è la paura di vomitare di notte, in stato di semi-incoscienza dovuto all'ora tarda e al sonno interrotto. Ricordo a memoria ogni singolo particolare delle mie ultime vomitate; l'ultima, in particolare, è risalente a circa sette anni fa. E sono tutte avvenute in questa maniera: di notte, risvegliandomi dal sonno con un forte senso di nausea e di malessere. Infatti l'ultima volta avevo anche la febbre. Sono uno che gode di buona salute; che io ricordi, ho vomitato pochissime volte nella mia vita, ma anche e soprattutto perché sono attentissimo a ciò che mangio. Non mangio poco, anzi. Mangio spesso e parecchio, ma sempre alimenti di cui mi fido, ben cotti e la cui scadenza è lontana. Infatti mangio pochissime volte fuori, sia per la paura di stare male e vomitare in pubblico, sia per la paura della diarrea.Eh già, perché di tanto in tanto mi capita anche di avere attacchi di diarrea, guardacaso sempre a casa di altre persone, oppure quando vado a cenare o mangiare fuori. Altro fatto imbarazzante, poiché anche la diarrea, come il vomito, non si può controllare, e di certo non è una cosa che puoi nascondere dietro l'angolo. O, meglio, io non sarei davvero in grado di farlo.
Vomito e diarrea (ma soprattutto vomito) sono per me delle tragedie, poi, quando le persone che mi stanno attorno lo contraggono. Mi spiego: quando, ad esempio, sono costretto in una situazione in cui non posso cambiare ubicazione (ad esempio in classe, alla scuola superiore: se uno vomitava, mica tu potevi andartene? NO, dovevi restare e sperare di non prendere la malattia che gli aveva causato il vomito!). Oppure in famiglia: è capitato, pochi mesi fa, che mio fratello avesse un'indigestione e vomitasse, in mia presenza. CRISI.
Pensate che condividevo la casa con lui, e poiché era febbricitante, voleva dire che il vomito era causato da una malattia contagiosa, quale è la febbre, e che poteva trasmetterla facilmente, standoci a stretto contatto. Quella notte fu tragica: sebbene fossi andato a dormire sul divano ed in un'altra stanza, non facevo altro che pensare al suo vomito e al fatto che poteva mischiarmelo, e così anche al fatto che potevo averlo già preso, potevo alzarmi nella notte e vomitare anche io. Infatti ricordo che sebbene avesse nevicato e facesse un freddo cane, io sudai moltissimo, tanta era la tensione accumulata a causa del mio povero fratellino ammalato!
Innumerevoli nottate mi sovvengono, poi, passate in bianco perché mi ero alzato dal letto leggermente nauseato, sensazione che cresceva esponenzialmente a causa dell'autosuggestione provata per paura di rimettere di notte, appunto. Ho una vita sociale magra, pressocché assente, ma non me ne dispiaccio, poiché sono uno che ama poco uscire e spesso preferisce la compagnia di un bel libro a quello di una persona. (Soprattutto se poi si ammala). La [parola censurata] è la mia migliore amica, assieme alle fette di limone, fedeli compagni nelle battaglie contro l'espulsione di acidi gastrici ed alimenti maldigeriti. Da sette anni a questa parte ho sempre vinto io, anzi noi ([parola censurata] e limone compresi XD) e non ho più vomitato. Il problema non è particolarmente grave, ma comunque mi fa sentire solo e incompreso. Pensate che senza avere ancora internet, circa tre anni fa ricercai io stesso un nome da dare a questa mia fobia, consultando il dizionaro etimologico e ricercando la radice greca (èmetos-) da associare al suffisso -fobia. Ebbene, ne scaturì la tristemente nota parola "emetofobia" che, fino ad oggi, ho creduto fosse semplicemente un aborto della mia mente, un'ubbia sciocca di cui solamente io soffrivo e da accantonare per essere accettato dalle persone normali che apparentemente sembravano essere ben lontane dal porsi problemi tanto ridicoli ed avere paure spesso infondate che mio malgrado, invece, provavo.
Ma oggi, ho finalmente scoperto che alcune di quelle persone cosiddette "normali" da cui ho sempre preso le distanze, per paura di essere considerato anormale a causa di questa mia angoscia, sono come me. E mi sento quasi commosso quando scrivo queste cose, poiché mai e poi mai avrei pensato di poterle condividere con qualcuno che potesse comprendermi. Per questo vi prego di contattarmi! Il forum non basta, è lento nelle risposte e non offre un confronto diretto. Gradirei incontrarmi dal vivo con tutti voi, se fosse possibile, ma per ora mi limito a lasciarvi l'indirizzo e-mail: non so se si può fare, ma non voglio perdere ulteriore tempo nella stesura di questa mia lunga presentazione e nell'attesa di trovare finalmente un confronto con qualcuno che, come me, soffre in silenzio e cela il suo dolore dietro la maschera di una persona serena.
emetofobicoatipico@hotmail.it
Ho anche facebook, come molti di voi, sono sicuro. Ma per ora preferisco rimanere ancora nell'anonimato e fornirvi il minimo necessario per potere sentire le vostre voci, leggere le vostre parole.
Cordiali saluti
Giuseppe.
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