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riflessione "sono emetofobica?"

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riflessione "sono emetofobica?"

Messaggioda anjela » ven apr 30, 2010 11:00 am

E' un po' che penso a questa cosa.. E vorrei condividerla con voi, mi piacerebbe un confronto (in particolare con Pika :D )
Dunque.. in un post Pika ha espresso il suo pensiero inerente all'essere emetofobica e il soffrire di emetofobia (non ho trovato il post altrimenti avrei messo il link). Praticamente dicevi che non ti ritieni emetofobica ma "solo" una persona che soffre di emetofobia. Ho avuto come un'illuminazione, concordavo al 100% con ciò che era scritto.

Però ultimamente mi si sono confuse le idee.

Come sapete sono disabile e ogni 2 anni devo fare delle visite per verificare la mia disabilità.
Stavo pensando che io sono disabile, che mi ritengo diabile e non che soffro di disabilità. Quindi per quale motivo non è corretto definirmi emetofobica bensì "persona che soffre di emetofobia"?

Spero che il post sia chiaro e non così sconclusionato come temo che sia! :DD
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Re: riflessione "sono emetofobica?"

Messaggioda gatto nero » ven apr 30, 2010 11:26 am

credo tu ti riferisca a questa

http://www.emetofobia.it/forum/fuga-t649.html
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Re: riflessione "sono emetofobica?"

Messaggioda anjela » sab mag 01, 2010 9:00 am

Precisamente! Grazie gatto nero! :D
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Re: riflessione "sono emetofobica?"

Messaggioda Re Julien » sab mag 01, 2010 9:16 am

Io non paragonerei una disabilità ad una fobia. Quindi ti rispondo in merito all'emetofobia.
Non è una questione di definizioni, ma di come ti senti e di come vivi tu e il tuo rapporto con l'emetofobia.
Tu sei una persona, con il tuo carattere, le tue idee, i tuoi modi di fare, il tuo passato, il tuo futuro, le tue emozioni, insomma, con la tua vita.
Quando io dico sono emetofobico, intendo che soffro di emetofobia, ma io sono sempre me stesso e basta.
Mi viene da pensare che il sentirsi troppo legati all'emetofobia ci dia solo degli alibi per evitare di fare qualcosa, e sia una condizione che rende il superamento di quest'ultima un po' più complicato. ;)
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Re: riflessione "sono emetofobica?"

Messaggioda anjela » sab mag 01, 2010 1:33 pm

Re Julien ha scritto:Mi viene da pensare che il sentirsi troppo legati all'emetofobia ci dia solo degli alibi per evitare di fare qualcosa, e sia una condizione che rende il superamento di quest'ultima un po' più complicato. ;)

Sacrosanta verità Re!(almeno per quanto mi riguarda)
Il fatto è che mi ritrovavo a pensare alla differenza fra "sono emetofobica" e "soffro di emetofobia". Mentre fino a sei mesi fa (o anche meno) avrei ritenuto queste 2 cose distinte e differenti fra loro, da qualche tempo mi ritrovo a pensare che alla fine essere emetofobici significa (almeno per me) soffrire di emetofobia. Quindi non ritengo del tutto sbagliato definirmi una persona emetofobica (ma si badi bene che ho scritto "una persona emetofobica" e non l'emetofobia. Cioè io non sono l'emetofobia, ma sono emetofobica). Come il fatto di essere una persona disabile (sono "disabile" ma non sono "la disabilità").
E mi ritrovavo a pensare a quel post che qnd l'ho letto mi aveva illuminato, in cui Pika diceva che lei non si ritiene emetofobica ma solo una persona che soffre di emetofobia. Ecco, io ragionavo e ci ripensavo, e mi sono accorta che per me queste due "definizioni" sono diventate la stessa cosa.

Ecco ho trovato il passaggio (ps. scusate ho sbagliato autore, la frase è di gatto nero scritto nel post originariamente creato da Pika) "io non sono emetofobico, io sono semplicemente io, io non sono questa cazzo di fobia, ma riconosco che ne soffro. Quindi io non combatterò me stesso, ma la fobia."
Ecco, ora io sostengo che sono emetofobica. Non sono questa cazzo di fobia (visto che non sono l'emetofobia), ma ne soffro e quindi mi ritengo emetofobica (cioè mi ritengo una persona che soffre di emetofobia quindi emetofobica), allo stesso modo in cui mi considero una disabile perchè soffro di disabilità. Negare di essere emetofobica significa negare che soffro di emetofobia. Comunque non dico che sono solo emetofobica però sono anche emetofobica. Penso che le persone siano composte da tanti aspetti, tante sfacettature, che possano essere tante cose (anche cose diametralmente opposte a volte), e io tra le tante cose che sono sono ANCHE emetofobica.

Questa associazione fra emetofobia e disabilità è venuta fuori qualche settimana fa mentre ero dalla dott. e stavamo parlando della visita per l'accertamento dell'invalidità che dovevo fare dopo poco. E in qualche modo siamo andati a parare se io mi ritengo disabile o no. E mi è venuto subito in mente quel post in cui si parlava di essere emetofobici versus ( :DD ) soffrire di emetofobia.
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Re: riflessione "sono emetofobica?"

Messaggioda Pikadilly » dom mag 02, 2010 1:02 pm

Mia madre è oggettivamente disabile, ma non si sente disabile, quando parla di lei dice sempre: "Io ho una disabilità, ma non sono disabile". Diciamo che è come una borsa pesante, un accessorio scomodo che dobbiamo portarci in spalla.

L'emetofobia, nel nostro caso, è una borsa che possiamo smettere di portare, lavorando su noi stessi e con un aiuto esterno. ;)

Io, per semplificare, dico sempre "sono emetofobica", ma so perfettamente che IO non sono emetofobica, ma soffro di emetofobia. ;)

Non introduco l'emetofobia nel mio essere. ;)
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Re: riflessione "sono emetofobica?"

Messaggioda anjela » lun mag 03, 2010 10:01 am

tua madre è molto saggia e forte. Io invece mi ritengo disabile perchè se lo negassi avrei l'impressione di negare me stessa, visto che la mia è una disabilità che riguarda proprio la testa (o meglio il cervello), e negare i problemi che ho dopo aver sbattuto la capoccia ed essere stata in coma sarebbe come rinnegare il fatto di avere due gambe.
ho un eccesso di sangue nel cervello che mi preme sui nervi--> soffro di epilessia e di problemi di memoria a lungo termine oltre a problemi di apprendimento--> questo mi rende disabile con i relativi aspetti negativi e positivi (più i primi che i secondi)--> indi per cui sono disabile.
Ho impiegato anni ad accettare il fatto di essere disabile e ho lavorato a lungo con psichiatri e capoccioni vari per riuscire ad imparare ad accettare la mia condizione. Ricordo ancora una scena avuta con lo psicologo dell'ospedale quando ancora ricoverata lì con innocenza gli dicevo "Io ho solo sbattuto la testa, ma quando avrò finito la scuola andrò all'università", lui mi ha sorriso, si è girato verso mia madre scuotendo la testa e dicendole "Beata ingenuità, deve ancora capire cosa le è veramente successo. Ma prima o poi dovrà prenderne coscienza".
A volte penso come sarebbe stato se non ne avessi mai preso coscienza. : Blink :
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Re: riflessione "sono emetofobica?"

Messaggioda Pikadilly » ven mag 14, 2010 6:43 pm

anjela ha scritto:
tua madre è molto saggia e forte. Io invece mi ritengo disabile perchè se lo negassi avrei l'impressione di negare me stessa, visto che la mia è una disabilità che riguarda proprio la testa (o meglio il cervello), e negare i problemi che ho dopo aver sbattuto la capoccia ed essere stata in coma sarebbe come rinnegare il fatto di avere due gambe.


Io credo invece che non negheresti nulla. A parte che ognuno fa un po' come vuole con le autodefinizioni, non c'è un modo giusto o sbagliato, ma solo sensazioni derivate da quelle definizioni.

Per dire: se io vado da un trans a dire che non è una donna, questo mi prende a craniate in fronte. :D

Disabile è un termine che non amo particolarmente. Analizziamo: disabile, una persona che non è abile. A cosa, di preciso? A correre? Ok, non corre, ma sarà abile a spararti al centro della fronte senza nemmeno guardarti, no?

Ecco perché non amo questa parola, perché limita l'abilità umana di una persona.

Comunque, ripeto, se tu stai bene così, non mi permetterei mai di dirti che sbagli, ci mancherebbe. ;)
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Re: riflessione "sono emetofobica?"

Messaggioda anjela » mer mag 19, 2010 9:34 am

Pikadilly ha scritto:Comunque, ripeto, se tu stai bene così, non mi permetterei mai di dirti che sbagli, ci mancherebbe. ;)

Tranquilla non serviva nemmeno che lo precisassi! ;)
Comunque secondo me (sebbene vada a periodi, cioè non sempre la penso nello stesso modo, a volte dipende dall'umore o dalle circostanze..) la parola più corretta per definire una persona con un handicap sarebbe per l'appunto handicappata (cioè dotata di handicap). Ma da quando si è iniziato ad usare questa parola a mò di insulto, ha assunto una connotazione negativa.. Il discorso fatto sulla parola 'disabile' andrebbe benissimo anche per la parola 'inabile' o 'diversamente abile', ma se ci mettessimo qui a fare un discorso di semiotica non ne usciremmo più! :DD
Credo però che nel mio caso specifico se non mi ritenessi disabile (o diversamente abile, o handicappata o come volete chiamarmi) non affermerei una mia condizione, una delle tante 'condizioni' che nel complesso mi rendono ciò che sono. Cioè se io non accettassi i miei limiti (cioè per l'appunto il mio essere diversamente abile o quella cosa là) sprecherei un sacco di tempo prefiggendomi magari degli obiettivi che materialmente non posso raggiungere (come ad esempio correre una maratona -con l'anca che ho sarebbe impossibile, ndr-...). E sprecherei un sacco di tempo. Ecco, questa è un'altra delle mie paure. Quella di guardarmi indietro tra 50 anni erendermi conto di aver sprecato la mia vita e non aver combinato niente, a casua di una stupida paura senza fondamento che mi paralizzava (ovvero l'emetofobia).

[Azz che discorso.. : Blink : ]
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Re: riflessione "sono emetofobica?"

Messaggioda Re Julien » mer mag 19, 2010 7:21 pm

anjela ha scritto:Ecco, questa è un'altra delle mie paure. Quella di guardarmi indietro tra 50 anni erendermi conto di aver sprecato la mia vita e non aver combinato niente, a casua di una stupida paura senza fondamento che mi paralizzava (ovvero l'emetofobia).

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Al di la delle definizioni, l'emetofobia non è una paura senza fondamento. Tutte le paure nascono da qualcosa, e questo qualcosa non deve mica essere per forza ed esclusivamente qualcosa di materiale. ;)
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