E' passato poco più di un anno da quando ho scritto, parlando della punta dell'iceberg che nel mio caso era l'emetofobia, che nascondeva sotto di sè un mucchio di questioni irrisolte, infatti quando sono tornata in terapia (un anno fa circa) ho scoperto di aver a che fare con una bella fobia sociale, non esageratamente limitante, ma che mi impediva di conoscere gente nuova, di essere me stessa, di mangiare fuori, di firmare in pubblico o fare chiamate, sempre col costante terrore di essere giudicata.
L'emetofobia non si è ripresentata, ho avuto paura lo facesse ma nonostante ciò è andato tutto bene. Sono rimasta da sola contro me stessa, visto che mi sentivo come prigioniera nel mio stesso corpo, con un'aguzzina da me rappresentata, terribilmente rigida e meschina.
Visto che per me la paura del vomito è stata un campanello d'allarme, vorrei scrivere quest'ultimo post come incoraggiamento per chi vede la propria vita ferma. Almeno, per me era così...
In quest'anno di terapia ho solo accennato l'emetofobia, che essendo risolta non poteva avere molta voce in capitolo.
Sto letteralmente rifiorendo, nonostante questo sia un periodo estremamente duro per me, vista la mia grandissima "timidezza", dal momento che ho cominciato l'università a Bologna, città dispersiva, piena di studenti, in cui davvero non conosco nessuno. Non sono tranquilla, faccio fatica a parlare con chi si siede di fianco a me a lezione, ogni volta è uno sforzo immenso. Ogni tanto penso di rinunciare a cercare di lasciarmi andare, poi penso a quello che ho guadagnato sforzandomi e mi do della stupida da sola.
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Ho reimparato a fare quelle cose che per me erano impossibili, come andare in un ufficio direttamente senza mandare nessuno al mio posto, parlare senza che la mia voce tremi, mangiare da sola al bar (e senza occhiali da sole!), chiedere informazioni. E' vero, quando sono in compagnia sono sempre un po' taciturna, ma pace! Sono a mio agio lo stesso, anche se gli altri mi prendono in giro perché non parlo. Esco addirittura con amici di amici che non conosco, e non sto male, anche se non sono ancora me stessa al 100%, anche se ogni tanto mi blocco e sento un nodo in gola. Però il più del lavoro è fatto, l'unico grande scoglio per me è imparare a parlare con chi non ho mai visto, MA non ho paura di fare questo grande passo. Se no sarebbe come scavalcare 99 muri e tornare indietro al centesimo!!
La mia vita è cambiata radicalmente, talmente tanto che fino a un po' di tempo fa mi sentivo in un mondo irreale, quasi non fosse mia la vita che stavo vivendo. Poi un giorno ho realizzato, di colpo. Ero in macchina a parlare con un mio amico, e per la prima volta mi sono sentita partecipe del mondo, non solo spettatrice silenziosa. E' stato come prendere uno schiaffo, ma è stata una cosa splendida.
Ho visto che ci sono tante persone che hanno fatto moltissimi passi avanti (anche se non partecipo mai, vi leggo sempre e quindi vi conosco
Io ci ho messo tanto tempo (tra una cosa e l'altra 10 anni...e ne ho solo 20 io), e purtroppo anche un po' di soldi...Ce ne metterò altri mi sa, perché ho l'ultimo muro da scavalcare, ma volevo solo dire che non è impossibile uscire da tutto ciò: nè dalla fobia, nè da quello che l'ha provocata. Doloroso, difficile, ma non impossibile...E non è neanche possibile tornare a essere come prima, ci ho sperato, ma pazienza. Il dolore che proviamo dà una luce molto diversa alla realtà che abbiamo intorno, poi. Poi diventa bello anche solo mangiare un panino seduti al parco, se quell'azione l'hai conquistata.
Chiaro che non è tutto rose e fiori, ho alti e bassi allucinanti, a volte. Però sono molto più consapevole, molto più razionale. Non mi butto più giù, perché come ho imparato a gestire l'emetofobia, allo stesso modo posso gestire le mie emozioni, o lasciarle scorrere.
E quindi, anche se il percorso non è ancora concluso, posso dire che la mia primavera è arrivata, e con essa il disgelo. E come è successo a me, lo auguro anche a voi!
Bonne chance
Ross.








