Questo post non riguarda l' emetofobia in sè, visto che ormai è andata. Riguarda quello che sta alla base.
Scrivo qua perché anche se non ho più paura di vomitare, mi sento comunque più capita rispetto a un' ipotetica conversazione con chi non c'è mai passato.
Sto già bene da alcuni mesi, quasi un anno, non mi precludo più nulla e di questo sono orgogliosa e non posso assolutamente lamentarmi. Sono sollevata sotto questo punto di vista, e sono migliorata sotto tanti aspetti...Tuttavia c'è qualcosa che non va ancora, e cioè quello che 7 anni fa mi ha fatta cadere nella trappola, quella che voi ben conoscete.
Continuo sempre, costantemente a reprimermi: timida lo sono sempre stata, ma mai come adesso. Questa non è timidezza. E' paura: paura di lasciarmi andare, tanto è vero che se adesso non ho più alcun problema a vomitare o ad affrontare situazioni che potrebbero portarmi a vomitare, non riesco comunque a buttare fuori quello che non è vomito, ma la mia personalità: non riesco ad arrabbiarmi, a impormi, non riesco a parlare con gli altri, a fare un complimento, a dire "Wow, che bello!", e se lo dico è perché mi sono costretta a farlo, e comunque mi suona strano, falso e stupido detto da me, non riesco a prendere parte a una discussione e mi sento costantemente estranea, una persona che osserva e non può, o non riesce a partecipare alla realtà intorno a sè. Questa sensazione, quando avevo paura di vomitare, sfociava immediatamente in questo: mi trovavo in una situazione scomoda, stavo male (cioè mi veniva la nausea e conseguentemente paura di vomitare), mi concentravo sul malessere e lo risolvevo, in modo negativo (scappando) o positivo (respirando e cercando di star calma).
L' avevo già scritto sul forum qualche mese fa, la paura per me era una sorta di giustificazione. Adesso che ho rinunciato a giustificarmi, è come se mi fossi resa conto che la fobia in sè era solo la punta dell' iceberg. Adesso veramente non posso fare altro che scontrarmi con i limiti che per forza di cose devo essermi autoimposta io, e mi sento uno schifo quando passo per tonta o per stupida solo perché mi si bloccano le parole in gola. Le mando giù come mandavo giù i conati quando stavo male.
Sto male. Se inizialmente mi sentivo forte per aver sconfitto una fobia limitante e totalizzante come questa, adesso mi sento ferma in un punto da cui non riesco a schiodarmi.
Non voglio assolutamente lanciare il messaggio che bisogna tenersi stretti la fobia perché se no il mondo è una merda: non è questo che intendo, ma ho paura che possa essere percepito in tal senso. Guarire mi ha permesso di fare tantissime cose che mi hanno fatto crescere, il mio problema è un altro anche se purtroppo è legato al mio passato, perché da ciò è nato tutto.
Vorrei arrivare a un terzo punto di svolta: il primo è stato capire di avere un problema, il secondo capire le cause della paura e affrontarla, ora voglio capire la causa della causa, cioè capire come mai sono così terrorizzata dal lasciarmi andare. Sono sicura che se ho sconfitto l' emetofobia, posso sconfiggere anche questo. Ed è per questo che mi rivolgo a voi...Non so che tipo di terapia affrontare. A sto punto mi vien da pensare che ci sia stato qualcosa che mi ha fatta diventare così. Il problema è che non conosco i tipi di terapia che mi possano aiutare a scavare un po' più in profondità. Voi ne conoscete qualcuno?
Grazie mille, e scusate la pappardella. Vi seguo sempre :)
Rossana







