Oggi è giovedì.
Dopo circa una settimana di assenza (motivo esami all'Università) sono tornata in ufficio dove lavoro part-time.
Alla generica domanda "Come va?", la mia collega - con cui divido l'ufficio risponde: "Tutto bene, a parte che sono stata ammalata".
"Oh mi dispiace! Che cosa hai avuto? Febbre, mal di gola,...?".
"No, no. Ho avuto vomito, diarrea... sono stata malissimo!!"
Ecco.
Fantastico.
Ma, si sa, la speranza è sempre l'ultima a morire - per cui le chiedo: "Beh, quando l'hai avuta?".
Magari sono stata fortunata e l'ha avuta diverso tempo fa.
"Ah! Martedì.. E comunque continuo ad avere la diarrea".
Martedì?
MARTEDI'?
Con "martedì" intendi SOLO due giorni fa? Una manciata di ore fa stavi... vomitando?
E adesso mi stai di fronte a... quanto?... un metro di distanza?
Fantastico.
Wow.
Ebbene, sono rimasta - ovviamente - nell'ufficio tutto il giorno - abbiamo anche dovuto fare un lavoro in cui dovevamo essere vicine alla scrivania.
Sono rimasta calma.
Questa sera quando sono tornata a casa, avevo un po' di nausea e dolore allo stomaco: ho comunque cenato, perché avevo fame.
Adesso è quasi mezzanotte: sto andando a dormire, ma il male allo stomaco sta continuando.
Un tempo sarei impazzita. Avrei urlato e strepitato: "ECCO!!! Lo sapevo: sono rimasta contagiata!!! Adesso vomiterò!", e poi panico puro.
Invece questa volta, sta andando diversamente.
Sono rimasta calma.
E calma rimarrò.
Per una volta, almeno PER UNA VOLTA, non voglio impanicarmi.
Se ho preso il virus, ebbene vomiterò.
Ma per una volta, voglio essere coraggiosa e dire al "vomito": non mi fai paura. Posso affrontarti.
Perché, insomma, non sarà certo un po' di nausea a fermarm(c)i, no?
Buonanotte, amici. So che voi mi capirete:)


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