Oggi sto in quella che io chiamo "sala parto", meglio conosciuta come "quei giorni lì" o "il palloncino tutto rosso". E via discorrendo. Avete capito.
Siccome oggi mi fa più male del solito, mi lamenticchio un tantino. Normalmente mi limito a soffrire in silenzio. :(
Su un social.
Io: "Dolore"
Uno: "Prenditi un antidolorifico!"
Io: "No, mi fanno male!"
Uno: "E allora di che ti lamenti?"
Fatemi capire come funziona.
Non posso lamentarmi perché ho deciso volontariamente di non impasticcarmi?
Qui non è come la questione della terapia, la cui assunzione non fa male al fisico, qui si parla di ingerire un medicinale che, oltretutto, pure la dottora mi ha sconsigliato di prendere per via del fegato.
Sembra una cavolata, ma siccome non è la prima volta che assisto a scene del genere (o ne sono protagonista), allora c'ho riflettuto un pochito, arrivando a questo pensiero: più si va avanti e più siamo incapaci di sopportare il dolore nostro e quello degli altri. "Visto che c'è la pasticca, allora prendila e non scassare le balls a me!" anche quando la persona cui stai potenzialmente scassando le balls non ti vive nemmeno accanto, quindi non vive il tuo dolore.
C'è una pasticca o un medicinale per tutto.
Hai una stupida afta alla bocca? Medicina!
Hai un raffeddorino da un giorno di starnuto e via? Medicina!
Hai un graffietto sul dito? Medicina!
Hai la grattarola da zanzara? Medicina!
Non so voi, ma io quando posso evito caldamente di prendere medicine per cose che passano da sole, anzi, che è bene che passino da sole perché così corroboro il mio corpo. Tant'è che non vedo una febbre di quelle potenti da almeno quattro anni.
Intorno a me noto sempre più persone incapaci di sopportare i minimi dolori, che ricorrono alla pasticca, alla pomata, alla goccia, alla supposta perché...perché non ci si può più permettere di stare male e di avere dolore. Mi preoccupa questa cosa. :(







