Penso come molti di voi, ho sempre avuto un cattivo rapporto col vomito, fin da piccolo ne ho sempre avuto paura estrema, ma riuscivo a gestirla poi nel '91 mega disturbo e da li è partito il mio calvario che fra alti e bassi mi accompagna tutt'oggi.
senza stare troppo a dilungarmi, vi posso dire che nel 91, prim oannus horribilis stetti un mese senza mangiare, complice anche sopravenuto acetone e problemi metabolici e mi riprese il mio medico curante per i capelli, altrimenti sarei finito all'ospedale e mi avrebbero scambiato probabilmente per un anoressico. mi salvò con la [parola censurata].
divento dipendente da essa per anni, dopo ciò nel 95 altro episodio bruttino, senza vomito ma che mi rimando in crisi, risultato son diventato dipendente da farmaci che ancora ora non smetto di prendere, ovviamente non dirò quali perchè sono io il prim oa dire che sono un colgione a prenderli e non ne incoraggio l'uso con nessuno anzi cerco sempre di sconsigliarli.
nel frattemp osemrpe avuto problemi digestivi, inerenti allergie alimentari, intolleranze, gastrite e colon irritabile. il gastroenterolgo mi ha visto in lungo ed in largo ormai.
anno 97 altro problema che non c'entra con la fobia nostra, ma chi mi segno la vita, mi diagnosticarono una sospetta sclerosi multipla poi fortunatamente dopo 10 ann idi cotrolli fugata, la cominsia a soffrie di altri disturbi psicologici e m ivenen la depressione, attacchi di panico ed ho smesso di vivere per quasi 13 anni, smessi gli studi mai lavorato se non pochi mesi.
arriviamo al dunque, verso la fien del 2005 ho cominciato, stufo del mio immobilismo ad andare in terapia psichiatrica per la depressione (ancora no nsapevo che esistesse l'emetofobia) e giù di psicofarmaci che mi hanno dato pià noia che giovamento comprei effetti collaterali emorragici. nel 2007 cambio psichiatra e mi prescrive una nuova cura, ovviamente facendo sempre presente che avevo come paura principale quella del vomito (entrambi i medici la classificarono come ipocndria a sfondo gastrointestinale) e mi viene prescritto un nuovo farmaco, nel caso specifico non più un ricaptatore della serotonina ma un antidopaminergico della categoria più anziana, il classico neurolettico antipsicotico vecchia scuola che ti fa gonfiare come un mammut ed anche discretamente pericoloso come molecola dato che in diversi paesi ne è vietato l'uso.
lo prendo per due anni e sentivo che almno dal lato mangereccio stavo meglio, anzi mangiavo davvero molto, anche se ero molto agitato. ad un certo punto però ho ricominciato a sentirmi male nell'agosto 2009 ed avere attacchi di panico emetofobico, e effetti collaterali come forti mal di testa capogiri tremori, al che mi decido contrariamene al parere medico che mi disse ok fai come credi ma io te lo sconsiglio, di sospendere il trattamento (si lo so sono un bischero) e mi sento subito meglio. passa un mese e sto sempre bene, senza effeti collaterali (ovviamente avevo sceso un po la dose prima di smettere del tutto seppur non gradatamente come si dovrebbe fare per fare le cose a modo).
22 settembre 2009 mio compleanno mangio abbastanza a cena ma dopo mezzora comincio a sentire dolori in pancia forti e a sentire nausea (a posteriori scoprii che non era solo un attaco di panico ma una colica dei calcoli alla colecisti che mi ritrovo) ed arriva un attaco di panico micidiale, talemente forte che devo andare al prontosoccorso farmi fare una flebo di [parola censurata].
da li parte il mio inferno, non riesco più a mangiare se non pochissimo, dolori semrpe in pancia ed effetti collaterali della dismissione dello psicofarmaco, sudori tremori, fobie mai avute che poi son sparite nell'arco di tre mesi per fortuna, ma ormai ero fuori e non volevo riprendere psicofarmaci, nel frattempo la mai psichiatra mi molla e mi lascia bollire nel mio brodo dato che non volevo prendere farmaci mentre eli mi volea imbottire con tre e mi lascia solo allo psicologo che nel frattempo mesi prima del fattaccio mi aveva procurato lei dato che non aveva molto tempo per seguirmi, il quale non riesce ad aiutarmi in nessun modo, anzi mi son reso conto essere solo attaccato alla parcella e fare solo bei discorsi ma senza mai darmi un compito da fare.
in questo perido i dolori all'intestino sono isnopportabili e mi convinco di avre un tumore, dati i problemi ad evacuare che avevo e fra mangiare poco, campare di zuccheri e tutto quanto ritorno dal gastroenterolgo e riesco a agosto 2010 a fare una colonscopia virtuale ed altre analisi (trovati i famosi calcoli biliari) e mi rassereno sapendo di no navere problemi pesanti di salute ma solo o quasi psicologici.
in quel periodo però mi sono formato, una posizione antipsichiatrica visto i danni che ho ricevuto dal 2005-09 con i vari farmaci presi ed anche antipsicologica, visto che il mio terapueta era una persona più propensa al portafoglio che all'aiuto sul serio, si voleva pure immettere, perchè gliene parlai, nel mio desiderio di tentare di aprire un consultorio per emetofobici, quando prima di prospettargli un lavoro le prime cose che mi disse furono, fuggi da chi sta male, evita come la peste chi ha il tuo problema sia nel reale che nel virtuale devi stare con le persone "normali". però lo strunz, passatemi il francesismo, appena vide che ci avrebbe potuto guadagnare cambio opinione di botto eheheh e sospetto che fosse legato alla psichiatra per procacciarsi lavoro. un altro episodio che mi ha dato a pensare fu una mia amica psicologa nonchè ex bassista del mio gruppo he una volta fece uan sortita parlando dei malati di mente, dicendo: bene che ce ne siano molti se no io come lavoro? almeno guadagno di più. al che mi irnchiudo a guscio nella mia posizione sempre piu serrata di non volere avere a che fare con nessuno che riguardi il discorso mente.
piano piano mi riprendo comunue in questo periodo e complici alcune persone che mi hanno aiutato ad uscire da casa (nel 2009 uscivo pochissimo, mangiavo si fa per dire, usavo a tutto spiano spruzzini igienizzanti, e stavo lontano dalle persone nel periodo influenzale e di virus, chiudevo le porte con i gomiti etc etc) ho ripreso a fare una vita un pò più normale, uscendo, stando a contatto con le persone, son riuscito a rilavorare, trovarmi una ragazza, mangiare fuori e usare semre meno spruzzini e precauzioni. quest'estate la mia ragazza si senti male mi vomitò in macchina e son pure riuscito a stare con lei sia nel momento che tutta la notte con lei per vegliarla, ok non era un virus ma prima sarei scappato a gambe levate. due settimane fa ho avuto credo un virus pure io dato che sia mio padre che mia madre hanno avuto febbre nausea e diarrea. io solo febrbe alta nausea per 4 giorni dolori gastrici ed inappetenza.
certo son ancora dipendente da farmaci per lo stomaco, prendo zuccheri ancora a livello da farmi venire il diabete, ansia ancora ne provo, son pieno di precauzioni ma molto molto meno che subito all'inizio della crisi e ho fatto tutto da me, senza medici senza piscologi. so che la mia qua probabilmente è (o era perchè non lo so più) una posizione scomoda, perche appunto io ho voluto fare a meno di terapie, e ovviamente non consiglio nessuno di fare come ho fatto io però ad oggi son stato meglio da me ed è la mia esperienza.
postmetto però che non credo che riuscirò a guarire mai da solo, ma solo a contenere il dramma. non nego nemmeno a priori che potrei cambiare idea a riguardo dei terapeuti, magari mi son trovato male solo io, di sicuro ancora son lontano dai traguardi che mi voglio prefissare, ovvero vivere da solo e poi fare famiglia data la mia età non proprio giovane. vorrei smettere la dipendenza da farmaci antiemetici che prendo da 17 anni tutti i giorni, insomma suvvia non lo so, comincio ad essere confuso riguardo l'aiuto esterno di uno specialista, perchè se da una parte non mi fido più, da una parte so che così non posso migliorare più di tanto anche se al momento, se non ritrovo velocemente lavoro non potrei permettermi una terapia. va anche da se che ho sentito altre persone che son state rovinate da medici, istituti e gurù della psicologia, insomma non so che fare, la terapia breve cognitiva ad urto quella in poche sedute che alcuni sento fare mi spaventa, mi spaventa l'idea di prendere il toro per le corna nel vero senso della parola, so di terapie dove ti fanno pensare al vomito ed alle peggiori paure e prima o poi ti porteranno a proprio a rivomitare volontariamente, non so se siano per me. sono estremamente confuso. da una aprte ho paura di fare peggio e da una parte però so che se rivomitassi potrei tornare in una situazione brutta o proprio morire di fame. sono considerazioni che sto facendo molto spesso ultimamente, e purtroppo nella mai testa non son convinto ch si possa realmente uscire da questa fobia o comunue da una fobia, forse sono solo stupido od un ribelle che non riesce a mettersi melle mani di un medico per totale mancanza di fiducia verso la categoria. davvero non lo so più ragazzi.
ad oggi sto benino rispetto a come stavo prima, ma di sicuro agli occhi di molti posso sembrare ancora estremamene grave nel processo fobico e poi mi domando questo periodo migliore durerà?




scusami per il farmaco che ho scritto quando mi portarono al pronto soccorso, pensavo non rientrasse nella categoria di quelli che giustamente non si possono nominare. concordo sul discorso meglio evitare di scrivere il nome di medicina per non influenzare la gente. so bene quanto può esere deleterio specie essendo dipendente da farmaci da tanti e tanti anni. è un atteggiamento che va condannato perchè non fanno Mai bene e dovrò smetterli pure io. solo un medico giustamente può prescrivere determinate cose. per il discorso terapista, come ti dicevo causa la non florida situazione familiare al momento, anche se volessi allo stato attuale un sostegno psicologico non me lo posso permettere, ma se riesco in qualche modo a ritrovare un lavoro, purtroppo e da ottobre che son di nuovo a spasso (questo ahinoi è un problema che tanti hanno di recente) sto pensando di provare a consultare qualcuno per vedere di riuscire se non a guarire del tutto se non meno a migliorare ulteriormente, purtroppo da me fino ad un certo punto ci son potuto arrivare, ma mi rendo conto che dopo due anni passati col dente avvelenato verso una certa categoria, ho l'onesta intellettuale di dire forse è l'ora di riprovare certo nella speranza di trovare persone più umane e con le quali possa trovare un rapporto di fiudcia che al momento stento anche solo a pensare sia possibile Pika. ma hai ragione tentare non nuoce al limite rimango come sono ma se non provo come giustamente hai detto posso solo o rimanere stabile o peggio ricadere e dio non voglia 


