Abbandonai anche la mia unica, grande passione: la danza, era l'unico modo attraverso il ballo che riuscivo a liberarmi, a sentirmi me stessa, a ritornare per un attimo ciò che ero, fortunatamente dopo un anno la ripresi
Per me mangiare era diventata una tortura, non riuscivo a mandare giù le cose, perchè avevo paura di vomitare, di buttare fuori tutto, una volta mi ricordo stavo mangiando delle patate arrosto, ne misi in bocca una, la masticai e sentii il vomito salirmi, per la paura di rigurgitare tutto corsi in bagno e la sputai, ma non vomitai.
Mi sento una sciocca, in fondo lo sono, come è possibile di avere paura di vomitare? Quando sono fuori con la gente ho sempre paura che succeda, infatti per uscire con gli amici e parenti è assai difficile, vedere che mi osservano con gli sguardi un po' scioccati e ogni volta mi chiedono: - Perchè non mangia? Non ti piace? Non stai bene? Qualcosa non va? Su dai mangia! - Che Palle! D:
Perchè non mi lasciano in pace?! Sempre a farmi domande, ma che cavolo ne sanno loro dello schifo che si prova ad avere questa fobia? -.-
Che poi quando torno a casa penso "Ma che cavolo mi succede? Io ho questa fobia e poi non vomito e appena torno a casa passa tutto!" . . . E' una cosa contorta xD
Comunque tornando alla terza elementare, ho passato un anno bruttissimo, non riuscivo a mangiare fuori, avevo questa fobia, i miei genitori mi hanno mandato da vari medici tra cui quello di famiglia che mi ha detto che se non mangiavo dovevo fare delle flebo, allora ho cercato di mangiare, di sforzarmi, piano piano ce la facevo, fino a che ci sono riuscita, non mi sembrava vero, ero di nuovo io
. . . Ma naturalmente le cose belle durano poco, il giorno della Comunione presi freddo e non mangiai, il giorno dopo alla mattina vomitai e non andai a scuola, e da lì iniziò di nuovo la mia tortura, la fobia riprese possesso di me ed io non potevo liberarmene, non da sola, non ero abbastanza forte sia mentalmente che fisicamente; non conoscevo questa fobia o meglio il nome della fobia fino ad ieri, fino a qualche tempo fa chiamavo questa fobia "Il problema del vomito", inizialmente pensavo fosse una forma di anoressia, ma poi capii leggendo diverse recensioni di ragazzi e ragazze anoressiche che non si trattava di quella malattia, provai a cercare ma non trovai mai niente, fino ad ieri, quando per caso mi imbattei in questo forum e quando capii che raccontava il mio problema mi sentii sollevata: non ero più sola.
C'era qualcuno come me, qualcuno che provava le stesse emozioni, che capiva il mio stato d'animo, qualcuno che sapeva cosa voleva dire stare male ma lottare per cercare di farcela e uscire da questa cosa, per affrontare questo problema e per non portarselo tutta la vita sulle spalle, qualcuno che capiva cosa voleva dire sentirsi limitati in certi casi ad esempio: uscendo con gli amici, mangiare qualcosa fuori, . . . ecc
Comunque dopo la Comunione mi ritornò la fobia, fin che il 4 maggio 2009 alla Cresima di mio cugino, mangiai, mangiai come una volta, senza la paura di vomitare, ci pensai forse una volta quando mi arrivò il primo piatto, ma poi basta, poi mi lasciai andare, ero felice, felice di avercela fatta per una volta, quando tornai a casa lo scrissi sul mio diario e piansi, piansi per la gioia
In questa fobia anche mia madre ha avuto una sua parte, con lei ne parlai, lei mi capiva, o meglio cercava di capirmi e di aiutarmi, e forse anche grazie a lei ce le feci ad andare avanti.
E ora eccomi qua . . . Una ragazza, con un'esperienza alle spalle, e una vita davanti da vivere, con una fobia sempre in agguato pronta ad agire e a farmi male ma con una forza di sconfiggerla da far paura

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classica o latino americani? 
ho 23 anni e sono emetofobica da 3... credimi qui tutti ti capiamo benissimo! 