Fin da nanetta ho questa fissa di "leggere" le espressioni e i movimenti del corpo per capire chi mi sta intorno. Il che non vuol dire che io sappia farlo, ma da quando House mi ha introdotta ufficialmente allo studio della comunicazione non verbale ho avuto molte conferme, e quello che tutti, amici e parenti, prendevano per paranoia è diventato uno dei traduttori più efficaci che ho per inquadrare gli altri, con tutte le precauzioni del caso (quindi niente giudizi affrettati o letture alla Lie to me che non esistono, ecc. ecc.).
In quanto portatatrice sana di emetofobia, in questi dieci anni ho anche imparato a "leggere" la faccia di chi sta per vomitare e per direttissima anche quella di chi sta vicino ad una persona che vomita.
Come oggi, mentre passeggiavo con mio fratello ho visto una donna che guardava nel passeggino del suo nano. Istintivamente ho detto: "Quel nano sta vomitando". E mio fratello: "Tu come fai a saperlo?" e io: "Guarda la faccia della madre" e lui: "Non vedo nulla". Ci siamo avvicinati (era sulla nostra strada, però non ho avuto particolare timore) e indovinate un po'?
Lo gnomo stava vomitando. :(
Non ho visto tutta la scena, ovviamente, ma quel tanto che basta per confermare la mia "lettura".
Può essere un tuo amico, un fratello, un genitore o un figlio, ma la faccia di chi sta accanto ad uno che vomita è sempre e inequivocabilmente la stessa. Non ve la so spiegare, ma è sempre quella.
Ed è una figata conoscere quell'espressione, non perché ho fatto in tempo a non guardare tutto il creato del nano, bensì perché è un'espressione istintiva e priva del giudizio del quale la caricavo io prima di oggi.
Devo riflettere su questa cosa perché c'è il rischio che mi aiuti molto per uscire dalla vomitofobia.







