da gatto nero » sab ott 16, 2010 1:20 am
Svolta nel delitto di Sarah Scazzi, Sabrina fermata per concorso in omicidio
Interrogata fino a tarda sera, la cugina è accusata anche di sequestro di persona. Portata via dai carabinieri
TARANTO- Concorso in omicidio volontario e sequestro di persona. Questa l'accusa con cui gli inquirenti hanno disposto il fermo di Sabrina Misseri, la cugina 25enne di Sarah Scazzi, al termine di un interrogatorio durato circa sei ore nella caserma dei carabinieri di Manduria. La svolta nelle indagini sarebbe avvenuta al termine dell'interrogatorio di Michele Misseri, svolto nel primo pomeriggio nella stessa caserma, che avrebbe fornito nuove versioni e ricostruzioni dell'omicidio, e che non avrebbe avuto un confronto con la figlia, ascoltata successivamente dagli inquirenti, prima come persona informata sui fatti e poi con l'ipotesi accusatoria di occultamento di cadavere. Nell'ultima versione l'uomo avrebbe omesso alcune delle coperture con cui avrebbe sin qui protetto Sabrina. Ma uno degli avvocati della ragaza, Emilia Velletri, sostiene che il fermo è avvenuto «a seguito delle dichiarazioni accusatorie» rese oggi dal genitore. Insomma, Michele Misseri avrebbe cambiato completamente linea e chiamato in causa direttamente la ragazza. Valentina, l'altra figlia di Misseri, alla notizia del fermo della sorella ha inviato ad alcuni giornalisti un sms con scritto: «Sabrina è innocente». La ragazza, in ogni caso, non ha fatto alcuna ammissione di responsabilità. Secondo altre fonti il suo fermo sarebbe legato al mancato scioglimento delle contraddizioni della sua versione dei fatti con le dichiarazioni di suo padre.
INCAPPUCCIATA - L'avevano portata via incappucciata per evitare telecamere e giornalisti. Sabrina Misseri era stata condotta nella caserma dei carabinieri di Manduria per essere ascoltata come «persona informata dei fatti». Tuttavia la ragazza era affiancata da due avvocati, un particolare che aveva subito fatto ipotizzare un coinvolgimento nella vicenda e una possibile iscrizione nel registro degli indagati. Uno dei due legali aveva smentito attaccando gli organi: «È una follia mediatica - aveva detto l'avvocato Vito Russo - che Sabrina possa essere indagata per concorso in omicidio volontario». Invece alla fine dell'interrogatorio l'epilogo è stato proprio questo. E Sabrina è stata trasferita dalla caserma di Manduria alla sezione femminile del carcere di Taranto. Il trasferimento è avvenuto da un'uscita secondaria, a bordo di un'auto che viaggiava scortata da due auto dei militari. Evitando così l'assalto delle troupe televisive impegnate nelle dirette, proprio davanti all'ingresso principale della caserma.
GLI SVILUPPI NEL POMERIGGIO - Intorno alle 17 di venerdì un mezzo della polizia penitenziaria con a bordo Michele Misseri aveva lasciato la caserma. Sabrina, invece, era rimasta a colloquio con gli inquirenti. L'incontro è durato fino le 22,30, quando il procuratore di Taranto, Franco Sebastio, ha lasciato la caserma senza rilasciare dichiarazioni. Ma si dal tardo pomeriggio avevano cominciato a circolare notizie che via cia si trasformavano. Dapprima le agenzie di stampa avevano annunciato che la giovane risultava iscritta nel registro degli indagati. Non, però, per omicidio. Secondo i pm avrebbe avuto un ruolo nella fase dell'occultamento del cadavere. La notizia era stata diramata citando come fonte ambienti vicini alla famiglia. A portare alla svolta, si diceva, sarebbe stata un'intercettazione ambientale: le microspie avrebbero registrato un dialogo nella famiglia di Michele Misseri e da questo dialogo gli inquirenti avrebbero dedotto il possibile coinvolgimento di Sabrina, dando il via ad ulteriori accertamenti.
IL SOPRALLUOGO - In precedenza, i carabinieri avevano effettuato un sopralluogo nella cantina-garage dove sarebbe avvenuto l'omicidio di Sarah: era presente anche Michele Misseri. L'uomo è stato prelevato all'alba dal carcere: era accompagnato dal suo legale, Daniele Galoppa, e dalla polizia penitenziaria. Non è escluso che gli inquirenti fossero alla ricerca dei vestiti di Sarah, che Misseri ha detto di aver bruciato. Durante i sopralluoghi, lo zio-assassino avrebbe spiegato nei minimi particolari come ha strangolato Sara, dove è caduto a terra il corpo della ragazza, dove è caduto il suo cellulare. Anche nel casolare Misseri ha indicato ai carabinieri il posto in cui avrebbe abusato della nipote già morta e quello nel quale ha bruciato i suoi vestiti e i suoi effetti personali: le poche cose che Sara aveva con sè per andare al mare, lo zainetto con un asciugamani, sandali infradito, pantaloncini e maglietta; e quasi certamente un due pezzi da bagno invece degli indumenti intimi.
MICHELE TIRA IN BALLO SABRINA - Il sopralluogo, come spesso accade in questi casi, sarebbe stato filmato dai carabinieri del Ris. Gli investigatori avrebbero anche cronometrato il tempo impiegato da Misseri per strangolare con una fune Sara, per caricare il cadavere nella sua Seat Marbella, e per compiere tutti gli spostamenti con l'autovettura: dalla casa al casolare e da qui al pozzo cisterna dove ha gettato il cadavere della piccola, coprendolo poi con pietre e rami. Concluso l'accertamento giudiziale, l'uomo è stato portato nella caserma di Manduria dei carabinieri, dove è stato nuovamente interrogato. E durante l'esperimento e in caserma, Michele Misseri ha tirato in ballo la sua figlia più piccola, Sabrina. Poi, poco dopo le 16, è stato condotto via a bordo di un mezzo della polizia penitenziaria.
RILIEVI SULL'AUTO - I carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche (Ris) hanno inoltre eseguito una serie di rilievi sull'auto di Misseri. Nella sua confessione l'uomo ha detto di aver caricato il corpo di Sarah nel bagagliaio della vettura, trasportandolo in campagna dove, in due terreni diversi, avrebbe violentato il cadavere nascondendolo poi in un pozzo pieno d'acqua.
fonte: corriere.it