Al secondo thread in un forum, la mia faccia era tipo questa:
Molte hanno un persistente desiderio di vomitare naturalmente dopo mangiato, pregano la sera affinché l'arcangelo Vomio doni loro dei conati automatizzati. Ho letto un attaccamento quasi amoroso a questa patologia. Sanno che stanno male, ma va bene così. :(
E la cosa egoisticamente mi fa incazzare, perché quando parlo di Emetofobia, la maggior parte delle persone fa l'associazione "privazione di cibo= Anoressia".
Non che mi vergogni di essere "mischiata con quelle là", frega minchia, ma perché non c'entra proprio un caTSo.
A parte qualcuno che si arroca nell'idea che il vomito è il nemico numero uno, la maggior parte di noi è consapevole non solo che ne dovrà uscire (e quindi è speranzoso di tornare ad una vita normale), ma che è assolutamente controproducente crearsi un mondo in cui ci accoppiamo con l'Emetofobia come se fosse un'entità positiva. Non so se mi spiego.
Leggo di gente felice di contare calorie, farsi i complimenti perché sono riuscite a vomitare più di una volta dopo mangiato e bearsi perché sono state in grado di saltare i pasti senza farsi beccare dai parenti. Mi rendo conto che è una felicità molto apparente, che è molto grave quello che nasconte, ma egoisticamente mi sento veramente fortunata che tra tutti i mali esistenti legati alla psicologia, a me sia capitata l'Emetofobia, perché se non altro mi spinge, non solo interiormente, ma anche esteriormente a combatterla, a non nasconderla perché non la devo proteggere, anzi, la devo spennare e friggere.
E questo mi fa rendere ancora più conto di quanto grande sia l'universo-mente, di quante sfumature ha, di quanto è facile rovinarsi la vita, di quanto mi affascina tutto quello che avviene nella mia e nella mente degli altri, ma anche di quanto mi spaventa.
In ogni caso, a mia madre quando mi fa sentire la sua preoccupazione dico sempre: "Era peggio l'anoressia". E mi dispiace fare queste comparazioni, ma leggendo certe cose mi sembra di aver ragione. :(





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