da goodnightmoon » lun set 27, 2010 5:18 pm
Allora, allora...ti premetto che anch'io ho sofferto e soffro di notevoli sensi di inferiorità, anche nei confronti del mio uomo. C'è stato un periodo in cui lui andava come un treno all'università, dandosi esami e prendendo una sfilza di voti alti, ed io invece mi ero bloccata inesorabilmente. Come una vipera gli rinfacciavo tutti i suoi successi, colpevolizzandolo dei miei sensi di inferiorità. Adesso la situazione si è ribaltata: nonostante siamo laureati entrambi, io ho trovato un lavoro che mi appaga, lui, invece, non riesce a trovare neanche un part-time. Eppure noto le differenze: fosse capitato il contrario, io sarei sprofondata nella depressione più nera, incrinando il mio rapporto per la profonda insoddisfazione che ho di me. Invece lui si da da fare, mi chiede com'è andata al lavoro, mi viene a prendere, mi aiuta se può. Io non l'avrei mai fatto. Ma non perchè non lo amo. Ma perchè non amo profondamente me stessa e guardo con sospetto i successi degli altri; e se gli altri conquistano qualcosa che è visibilmente meno di quello che ho, sono pronta a pensare il contrario. Temo il momento in cui troverà lavoro...mi verranno mille paranoie e non solo perchè c'è la possibilità che si sposti dalla Sicilia...Scatterà in me la smania di avere più di lui, di essere migliore; così se lui andrà a Milano io, per pareggiare i conti, dovrei andare almeno a Londra. Ho fatto questo piccolo riferimento alla mia situazione perchè anch'io soffro di questo male che si chiama scarsa autostima. La verità è che, non essendo soddisfatte di noi, non siamo in grado di essere soddisfatte per gli altri, anche se questi altri sono le persone che più amiamo. La sana competizione, quella ci vorrebbe. Invece noi, la competizione, la utilizziamo come arma, strumento per distruggerci, la controprova che non siamo e non valiamo nulla. Vecchia storia, almeno per me. La soddisfazione totale e completa di sè è difficile, se non impossibile, da raggungere. Nella terapia che sto seguendo, lo psi mi invita spesso a pormi questa domanda: chi sono e cosa voglio. Credo che lavorando molto e con profondità sulle possibili risposte si possa cominciare a raggiungere quel grado di soddisfazione di sè tale da consentirci di amare sinceramente quello che siamo e che facciamo, e di conseguenza trasmettere questo amore agli altri.
"Perchè la vita è un brivido che vola via. E' tutta un equilibrio sopra la follia"