Ciao Giorgia, benvenuta nel forum.

Mi dispiace per la tua sorellina, è sempre una tragedia vedere una vita appena iniziata che se ne va soprattutto quando ci è così cara. :(
Ma sono felice che tu abbia preso questa esperienza come un motivo per superare le tue paure, sentiti estremamente orgoliosa di te.

Però sono costretta a fare la matrigna. Spero potrai capire le mie ragioni.

Il punto purtroppo è che l'Emetofobia, come tutte le altre fobie, è diversa in ognuno perché ognuno ha il proprio carattere, la propria esperienza personale, il proprio vissuto interiore, e queste differenze fanno sì che per ogni persona ci sia una strada diversa per uscire dal problema.

Anche io ho perso in malo modo una persona cara, ho mia madre invalida e tante altre cose spiacevoli facenti parte, purtroppo, della vita, ma pur avendo assorbito l'insegnamento di quelle esperienze, l'Emetofobia è qui, in minore voltaggio, ma sempre qui.

Non approvo mai che si dica "è una fobia sciocca" perché sono estremamente convinta (e supportata dagli esperti del settore) che ogni paura, ogni ansia, ogni depressione e ogni fobia ha ragione di esistere nel momento in cui c'è qualcosa dentro di noi che dobbiamo risolvere, quindi dobbiamo prenderle con serietà senza colpevolizzarci, senza dirci "Siamo sciocchi ad avere paura", ma dicendoci "Io la supererò, capirò qual è il problema e lo supererò e non per questa paura io sono una persona sciocca".

Mi dispiace accoglierti in questo modo un po' rude, ma sono fermamente convinta che capirai il mio punto di vista, c'ho messo anni per convincermi che non ero sciocca o stupida o debole solo perché ho questa paura e non vorrei che altri utenti si colpevolizzassero ancora di più facendosi ulteriormente male.

In ogni caso grazie per aver condiviso la tua storia e un forte abbraccio a te e alla tua mamma.

(Hai inserito lo stesso messaggio qui:
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