Forum italiano sull'Emetofobia

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C'ero quasi.....

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C'ero quasi.....

Messaggioda Emetofobicoatipico » ven feb 04, 2011 6:46 pm

Personalmente, mi è accaduta di recente un'esperienza molto vicina al vomitare: semplicemente avevo mangiato troppo, e mi è capitato di iniziare a provare un po' di nausea. Più che nausea, anzi, era più una leggera sensazione di pienezza, di abbondanza che si è trasformata in....boh!!?!? Non saprei definirlo, giudicate voi.

Tutto è accaduto sabato scorso, 29 Gennaio 2011. Mi accingevo a tagliare con la forchetta un pezzo di torta millesfoglie con crema al limone. Ero già pieno, viste le numerose portate di antipasti, il primo, il secondo, i vari contorni e la frutta che avevo già mangiato.
"Questa te la sei proprio andata a cercare", penserete. E, in effetti, non posso darvi torto. La torta, infatti, non mi sarebbe andata se solo non mi fosse venuta la normalissima voglia di assaggiarla. Assaggia un pezzo, assaggia un altro, la torta era quasi finita. E manco mi piaceva tanto! Ma, in una situazione di convivialità e complicità, quale era la cena cui stavo partecipando, il mangiare era diventato quasi un aspetto normale della serata, come il respirare, il parlare o il camminare. Normale per tutti, meno che per me.
Mentre mangiavo, concentrato nella conversazione, poco badavo alla misura già abbondante del mio stomaco, e quando cominciai ad avvertire il vago sentore di disgusto, era ormai troppo tardi per tornare indietro. Una piccola componente di disgusto, in effetti, c'era, ma mai avrebbe inciso con tanta insistenza se solo il tarlo dell'emetofobia e dell'ansia per l'eventuale atto vomitivo, non avessero apportato un notevole contributo al mio satollo organismo.
"E' tutto nella tua mente, non stai per vomitare!" mi ripetevo "E' normale, adesso passa un po' di tempo e ti senti meglio!". E a questi pensieri associavo un'accentuata inspirazione ed espirazione, per meglio ossigenare il cervello ormai in balia dell'incombente paura che si stava facendo strada ora attraverso i pensieri, ora attraverso i succhi gastrici.

Il ristorante si trovava a qualche chilometro di distanza dalla mia abitazione, e il ritorno a casa prevedeva tutta una serie di curve tortuose per una sperduta e buia strada di campagna.
Ma io ero il solo a potere guidare!
Mio fratello non sapeva la strada, ed ero troppo impaurito per potergli parlare. "E allora lo faccio io, guido io!" mi dissi, ansimante e con un nodo in gola, mentre mi dirigevo verso la macchina.
-Dobbiamo accompagnare anche a Roberto!- aggiunse mio fratello. "Vaffanculo!" pensai. -Ok! Basta che si sbriga- gli risposi, cercando di non dare troppo nell'occhio e facendo sembrare che stessi bene.
Non soffro mal d'auto, per fortuna, poiché se avessi avuto questo problema, avrei certamente rimesso durante la guida. Ma non era quello il giorno destinato a questa "sciagura", così mi feci forza, strinsi i denti e respirando affannosamente, ma con cautela, per non fare agitare i due passeggeri, iniziai il lungo viaggio verso la sconfitta della ipotetica sboccata.
Invasi un paio di volte la corsia opposta, con conseguente rimprovero del mio caro e stretto parente, e feci un tratto di strada contromano, un po' per tagliare il percorso, un po' perché non riuscivo bene a connettere a causa dell'ansia che ormai era diventata una vera e propria crisi di panico.
"Ora vomito. Mi devo fermare." pensavo, ma continuavo imperterrito a dirmi che ero quasi arrivato, e potevo continuare guidare.
Fortuna che erano le due di notte e non c'era quasi nessuno in giro, neanche i vigili! Se ci ripenso, a quanto sono stato incosciente quella sera.....
Comunque, dopo queste peripezie, e varie altre piccole infrazioni, giunsi finalmente a casa, e la sensazione di nodo alla gola si placò lievemente.
Ironia della sorte, mia madre stava vedendo un film intitolato "Go- Una notte da dimenticare" di Doug Liman, con Katie Holmes protagonista. E si che avrei voluto dimenticarla, quella notte, nonostante i protagonisti del film avessero preoccupazioni ben peggiori della semplice fifa del conato a cui associare l'oblio della memoria.
Alla fine del tragitto, tra l'altro, il fastidio gastrico si era tramutato quasi completamente in fastidio intestinale, fatto che mi costrinse a correre in bagno a liberare il mio stressato corpo dalle paure immotivate di una cena tutto sommato nemmeno tanto esagerata.
Non mi sentì meglio subito, anzi, lo stimolo di vomitare si rifece più forte a quel punto, e io lo combattevo strenuamente respirando a bocca aperta, ansimante, e la contraddittoria speranza che accadesse veramente, e il più presto possibile, questo atto di liberazione gastrica, per potermi sentire finalmente meglio.
Tuttavia, questo non accadde, quella sera.
In compenso, dovetti andare in bagno ad evacuare altre due volte, per un totale di diversi litri d'acqua persi dallo sfintere anale, piuttosto che dalla bocca, e qualche neurone ritrovato, prima smarrito nella momentanea cecità della mia ridicola condizione di puro terrore.

Alla fine, dunque, avendo defecato liquidi e solidi (soprattutto i primi), ho scaricato, in tutti i sensi, la tensione che un boccone di troppo mi aveva causato, probabilmente senza motivo alcuno se non la mia ferma convinzione di avere esagerato nel pasto. Uno spicchio di limone e la compagnia della sempre presente TV satellitare hanno fatto da palliativo, fino alla totale sparizione del nodo alla gola e al mio successivo rilassamento.

Cosa mi ha potuto insegnare, questa esperienza? Che vomitare sicuramente non è la cosa peggiore al mondo, e la serata sarebbe potuta degenerare in qualcosa di ben più tragico se solo non avessi avuto la fortuna di guidare nella desolazione stradale del sabato sera. Non avevo detto niente a nessuno, sebbene la mia famiglia sappia di questa mia paura, proprio perché non volevo darla vinta, per una volta, a questa sciocca paranoia, e in un certo senso ce l'ho fatta, arrivando anche a sperare di vomitare, senza mai, però, osarlo fare mettendomi due dita in gola per fare avvenire l'atto tanto temuto.
Ho banalizzato con i miei la mia situazione, come ognuno dovrebbe fare in queste occasioni, dicendo che avevo semplicemente mal di stomaco e che sarebbe passato. E così è stato. Non sono rimasto traumatizzato (e ci mancherebbe), e continuo a mangiare fuori con tranquillità, ma sempre con un occhio di riguardo alla cura per la scongiura del rigetto. Spero, però, che tutto questo non debba ricapitare soprattutto nel caso in cui debba mettermi al volante, altrimenti non credo avrò la stessa fortuna di qualche sera fa....non vale la pena rischiare così tanto per una cosa tanto semplice quanto naturale. No davvero.
Eppure.....eppure quando scrivo queste righe non posso che sentirmi un po' turbato, e il brutto è che non è tanto per la mia poca assennatezza nel guidare con la coscienza di stare male, quanto per la reminescenza del malessere psico-fisico provato, e che tutti noi su questo sito accomuna con il tristemente noto vocabolo di "emetofobia".
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Re: C'ero quasi.....

Messaggioda Cos(t) » ven feb 04, 2011 6:54 pm

Ahia, le mangiatone sono da evitare, effettivamente, però in questo caso mi sembra che è stata molta più ansia che altro... : Blink :

Emetofobicoatipico ha scritto:associavo un'accentuata inspirazione ed espirazione

Sai che in realtà la respirazione di questo tipo fa bene solo se conti i secondi? (minimo 5 mentre inspiri, minimo 7 mentre espiri) Altrimenti rischi di peggiorare solo la situazione; l'ho scoperto ad uno stage di meditazione un anno esatto fa, e da allora la mia ansia è migliorata ^^

Per quanto riguarda il guidare, a quanto so io, chi sta alla guida non soffre il mal d'auto =)
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Re: C'ero quasi.....

Messaggioda gatto nero » ven feb 04, 2011 6:58 pm

come hai giustamente detto tu, il pericolo della serata non è stato tanto quello di poter vomitre, quanto quello di aver dovuto guidare quando le tue condizioni mentali non ti permettevano di essere al pieno della lucidità

a me capita spesso magari di esagerare a mangiare sul momento e di sentirmi lo stomaco troppo pieno, sensazione che si tramuta giusto per meno di un minuti in agitazione ma che riesco a far rientrare subito nei ranghi...
ma nel dubbio, la prossima volta, niente torta al limone eh :D

per il resto della serata, forse hai mangiato qualcosa che ti ha semplicemente fatto male a livello di intestino : dunno :
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Re: C'ero quasi.....

Messaggioda Emetofobicoatipico » ven feb 04, 2011 7:04 pm

mah.... dubito. La mente è spesso la malattia, oltre che la cura, soprattutto in soggetti come me, abbastanza ansiosi e con tendenze a riflettere e a rimuginare su tutto troppo elevate.
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Re: C'ero quasi.....

Messaggioda gatto nero » ven feb 04, 2011 7:09 pm

quindi pensi sia stata tutta una reazione nervosa alla situazione? : Blink :
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Re: C'ero quasi.....

Messaggioda Pikadilly » ven feb 04, 2011 7:14 pm

Emetofobicoatipico ha scritto:mah.... dubito. La mente è spesso la malattia, oltre che la cura, soprattutto in soggetti come me, abbastanza ansiosi e con tendenze a riflettere e a rimuginare su tutto troppo elevate.


Scusa se mi permetto, ma credo che murarsi vivi in questa idea sia spesso pericoloso.
Quando io ho cominciato a soffrire di fegato, tutti i medici mi dicevano "E' ansia", intanto il mio fegato lievitava ed è arrivato a non farmi mangiare più per sei mesi. Spesso è la nostra ansia, ma spesso ci sono anche cause esterne che la scatenano, tipo mangiare troppo o qualcosa che ci fa male. ;)

Io ho imparato a distinguere quando "sono io" e quando invece mi sono "intossicata" con qualcosa. ;)
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Re: C'ero quasi.....

Messaggioda Emetofobicoatipico » ven feb 04, 2011 7:37 pm

Molto probabilmente quella sera il mio malessere è stato frutto di una mia auto-suggestione....Mio fratello, difatti, avendo mangiato anche più di me è stato benissimo!

Per quanto riguarda il murarsi vivi tra le pareti dell'ansia, ora non ho problemi. O, meglio, non ho problemi seri. Ho sofferto, in passato, di una specie di depressione, fortunatamente oggi completamente scomparsa, ma a lungo termine non ho più avuto problemi, poi. Un po' di colite, con alternanza di stitichezza e diarrea, l'anno scorso mi ha portato a credere che avessi qualche problema serio a livello intestinale, ma ho visitato diversi medici e hanno dato tutti responso negativo. Sto bene, sono sempre io, esclusi quei rari e brevi momenti di transito in cui prevale il malessere, e mi trasformo in quel malessere, come il fatto che ho descritto in questo post. L'unico neo è che sono un tantino ipocondriaco.
Ma non mi lamento. Sono contento della mia vita, sono rilassato e questi sporadici episodi di stress ci possono stare, ogni tanto, soprattutto se si rivelano essere solo stupidi preconcetti elaborati dal mio cervello. Tutto passa, tanto, prima o poi....ciò che ci fa soffrire oggi, domani è solo uno spiacevole ricordo. E se la sofferenza dovesse essere talmente grande da farci morire, beh....saremo morti! Di che può lamentarsi un morto?

Questo considero: oggi sto bene? Perfetto, è questo che conta! Un emetofobico magari è proiettato di più nell'avvenire, proprio perché teme l'incombenza del vomito, piuttosto che il suo arrivo. E così sono anche io. Ma c''è un livello in cui questo timore non nasce proprio, ed è il livello in cui mi trovo ora, e in cui mi trovo per la maggior parte del tempo della mia giornata: il livello della sicurezza psico-fisica, in cui sono certo che sto e starò bene, e che nulla potrà succedermi. Un pensiero infantile, immaginerete, ma è questo che mi fa vivere tranquillo.... è questo che mi fa stare bene. E anche se dovesse venire intaccato da qualche spiacevole situazione, questo principio, sarà stato solo per quel momento. Dopo, ripeto, la salute ritrovata, o, nel peggiore dei casi, la morte, contribuiranno a fare sparire questo spregevole pensiero!
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Re: C'ero quasi.....

Messaggioda gatto nero » ven feb 04, 2011 7:44 pm

spero che tu riesca a lasciarti alle spalle questo pensiero definitivamente con qualcosa di diverso della morte
il problema è che molti di noi non riescono a vivere e a godersi il momento presente: la situazione che ci ha creato problemi nel passato temiamo possa ripetersi nel futuro, e quindi viviamo il presente nell'attesa che questo evento futuro possa presentarsi
ma il fatto che tu riesca a guardare oltre al possibile avvenimento futuro focalizzandoti sul prossimo momento positivo è una cosa che non è da tutti, alcuni vivono in una sorta di ansia perenne

brutta bestia comunque somatizzare così tanto le fisime mentali :-(
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Re: C'ero quasi.....

Messaggioda Emetofobicoatipico » ven feb 04, 2011 8:17 pm

gatto nero ha scritto:spero che tu riesca a lasciarti alle spalle questo pensiero definitivamente con qualcosa di diverso della morte
il problema è che molti di noi non riescono a vivere e a godersi il momento presente: la situazione che ci ha creato problemi nel passato temiamo possa ripetersi nel futuro, e quindi viviamo il presente nell'attesa che questo evento futuro possa presentarsi
ma il fatto che tu riesca a guardare oltre al possibile avvenimento futuro focalizzandoti sul prossimo momento positivo è una cosa che non è da tutti, alcuni vivono in una sorta di ansia perenne

brutta bestia comunque somatizzare così tanto le fisime mentali :-(



non crederti però che sia il più felice del mondo. Per quanto la felicità sia una cosa soggettiva, di certo posso dirmi contento, ma mai entusiasta o orgoglioso di me e della mia vita... ne deve passare di acqua sotto i ponti!
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Re: C'ero quasi.....

Messaggioda Ginger » ven feb 04, 2011 10:49 pm

Ho letto tutto il racconto e stavo aspettando solo che scrivessi questa frase infatti:

"..Comunque, dopo queste peripezie, e varie altre piccole infrazioni, giunsi finalmente a casa, e la sensazione di nodo alla gola si placò lievemente"

Da quando sei tornato a casa hai cominciato a stare meglio.
Dal momento in cui hai iniziato a pensare "ho mangiato troppo" da lì è partito tutto. Anche lo sfogo intestinale che hai avuto dopo forse potrebbe essere stato il fisico che ha "scaricato" l'agitazione che hai accumulato in tutta la serata.
è la fissazione che ci indirizza in strade di pensiero sbagliate
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