Sono Giuseppe, ho 32 anni e soffro di questa fobia da sempre (praticamente dall'età di 5-6 anni).
Faccio parte di quella schiera di fobici che hanno sviluppato una resistenza tale al vomito, che l'ultima volta che ho vomitato correva l'anno 1987 lol - ma a distanza di tanti anni non sono sicuro veramente sicuro che la resistenza sia stata una scelta giusta.
Cosa non sopporto del Vomito ? Qual'e' il motivo di tale fobia ? Domande che mi sono posto in diverse occasioni,
alla quale francamente non sono riuscito a dare risposta. Dall'altra parte e' passato cosi' tanto tempo che quasi non ricordo
piu' quali sono le sensazioni. Nel tempo ho iniziato a pensare che forse la risposta non importa.
Quello che mi interessa veramente e' accettare un fenomeno naturale. Naturalmente essendo ansioso ed in qualche senso nevrotico, e poi difficile applicare. Hai bisogno di una certezza per star bene, ma il tuo senso razionale ti impone di trovare anche qualcosa che contraddica la stessa ah ah ah.
Ho avuto dei bassi e degli alti - momenti di forti limitazioni (cene leggere, sempre molto controllate, timori in ferie, alle gite) tipiche di questa,
oserei dire ossessione. Nel periodo tra i 15-20 anni ero alla frutta, era il mio chido fisso durante la giornata. Poi ho avuto periodi molto meno
limitanti dove la fobia si ripresentava solo quando c'era il problema (ho mangiato troppo ora ho la nausea oddiooooo
periodi dove ero un drago che se ne sbatteva di tutto e viveva a pieno mangiando ciccolata e patatine assieme in piena notte se sentiva il desiderio.
Da molti anni sono nella condizione di normalità: ho paura solo se sento che qualcosa non va, il che per mia fortuna accade raramente disponendo di un apparato gastrico piuttosto efficente :)
Veniamo alle mie personali opinioni in merito. Dopo tanti anni di onorato servizio a questa fobia ho inziato a pensarla cosi:
-. il 99% delle volte che stiamo male, lo siamo solo a livello psicologico. Tutto il resto e quello che la psicologia chiamato somatizzazione.
Io ho a memoria una montagna di situazione dove non c'era un bel nulla a livello gastrico. Essere consapevoli di questo aiuta.
-. la fobia e' una sfaccettatura del nostro carattere. Non mi piace pensare necessariamente ad un conflitto psicologico irrisolto Piuttosto un trauma vissuto dagli occhi di un bambino che non capisce a fondo alcune cose. La fobia nasce dal negare che il "vomito" in se e' qualcosa di naturale al quale a conti fatti nessuno di noi si puo' sottrare. "Non lo sopporto, ti dici con forza. Si sforzandomi lo tengo lontano". Ma poi pensi "Come faccio a starne alla larga, non posso. E' innaturale ed e' duro da fare a vita". Insomma come tutti i fobici, ci fasciamo la testa ancora prima di rompercela. Questo accresce l'ansia, che alimenta i pensieri e via cosi. Un mulinello che presto diventa un tornado.
-. credo fortemente che la fobia (no, non solo l'emetofobia), e' una sfumatura, al piu' una debolezza (per te e' il vomito per qualcun'altro i lughi chiusi) che si affaccia sempre nei periodi in cui siamo piu' vulnerabiliti; si allontana e sparice quando siamo sereni non ansiosi. Nel 2002 ho aperto un azienda con alcuni amici. Quest'attività ha portato aria nuova nella mia vita, ha messo al centro nuove questioni. Da li in poi effettivamente e quasi del tutto sparita. Nel 2010 dopo mesi di lavoro disumano e tornata con molta forza. All'inizio ti senti vuoto, poi comprendi il grande significato. L'ansia fa riemergere le tue debolezze, le tue vunerabilita'. Quanto prima capisci questo, tanto prima lo accetti.
-. parlarne fa bene. Osservando con attenzione, parlare del problema a qualcu'altro fa bene. Probabilmente perche' ci esprimiamo senza veli, apriamo una valvola di sfogo senza farci domande, senza criticarci. Dunque applichiamolo quando stiamo male: "sto male, ho paura e questo e' tutto. Piu' combatto piu' sto male". Non cerco mai di allontanare il pensiero. Tutti noi sappiamo che piu' ti opponi a questi pensieri (e in quei momenti non c'e' la fai) piu' quest'ultimi ti travolgono ancora di piu'. Quindi cerchiamo di continuare a percepirli senza aggiungere altro, con occhi di uno che guarda un film. L'angoscia si allontana quasi istantaneamente se non lo combatti. Senti e non fare altro, perche' la paura e sempre è piu' forte di te. All'inizio sembra non funzionare, ma lungo andare da i suoi frutti.
No, per chi se lo fosse chiesto non sono mai stato da uno psicologo.
Bene, ho scritto abbastanza per il momento, ma all'occorenza ho molte altre esprienze da condividere.
Un po' di carne sul fuoco c'e', avanti a coloro che hanno voglia di discutere.
Vi lascio per il momento con un'unica domanda al quale non ho mai avuto il coraggio di rispondere: quante persone credono
che provocandosi magari il vomito (ti fai forza e ti infili due dita in gola) aiuti ad uscire dalla fobia ?
Saluti a tutti.
Giuseppe


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