Mi è tornata in mente una conversazione avuta con la mia psic.
Leggo spesso in questo forum la parola "antiemetico"e mi sono ricordata di quando qualche mese fa io stessa ho utilizzato questa parola durante un incontro con la dottoressa. Lei allora giustamente mi ha chiesto cosa intendessi io con antiemetico. Ed io le ho risposto che intendo un farmaco che non mi faccia venire la nausea o che me la faccia passare se mi viene di colpo.
Lei è parsa perplessa e così è iniziato un confronto. Chiamando in causa anche la psichiatra abbiamo avuto un bellissimo ed interessantissimo (almneo come la vedo io) "triangolo ematologico". Tirando le somme ho avuto un'illuminazione (scusate ma ero ignorante e io questa cosa proprio non la sapevo).. questi "farmaci" si dividono in 2 categorie. Quelli che affiancano la terapia psicanalitica andando ad agire sulle cause dell'emetofobia e quelli invece d'urto che agiscono "solo" sulla nausea quando ti viene.
Insomma è da qualche giorno che ripenso a questa cosa, anche perchè ho letto ieri un post sugli antiemetici e mi è tornata alla mente la conversazione..
Per curiosità (e per capire meglio) voi con antimetici intendete farmaci che fanno passare la nausea quando viene (come ad esempio chessò il bicarbonato) o farmaci che agiscono a "a livello celebrale" tipo ansiolitici vari?

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quando mi sono drogata con le bustine la nausea non mi è passata lo stesso.... 



