gatto nero ha scritto:io più che psicoterapia sbagliata, parlerei di uso sbagliato della psicoterapia
Micio, per psicoterapia sbagliata intendevo anche io l'uso, ma ho sbagliato termini. Hai fatto bene a precisarlo.

gatto nero ha scritto:quindi si potrebbe definire la terapia come il naturale rapporto che si instaura tra dottore e paziente?
Credo di sì, ovviamente non deve essere schematizzato o doverizzato. Cioè, non deve essere tipo "Buon rapporto con dottore= si danno del tu". House con me mantiene distanze abissali, eppure lo sento più vicino della pelle.

cristian_82 ha scritto:Esiste una psicoterapia giusta per ognuno di noi? Dici di si convinta ma ovviamente ne io ne te ne nessun psicoterapeuta credo possa rispondere con certezza. Capisco che si dica di si per dare conforto e fiducia come si fa in generale ma sono troppo razionale per bermi queste cose putroppo eheh
Io sono l'ultima persona a questo mondo che ti dà la pacca sulla spalla e ti dice la cazzata per darti fiducia:
a) Non ti conosco: ad alcune persone che conosco, per quanto è possibile conoscere qualcuno in rete (ma anche fuori), ho detto che secondo me loro non supereranno mai l'emetofobia, non per altro, ma perché sono proprio quelle che aspettano la magical phrase.

b) Se c'è una cosa che mi sta sullì sono proprio le persone "vedrai" o le vabbeniste, quelle che "prima o poi, tutto va bene, troverai il principe/principessa azzurro/a e sarai felice".
c) Non sto cercando di offrirti da bere, ti ho portato la mia esperienza che, mettila come vuoi, sta funzionando.

cristian_82 ha scritto:quanto si sa sull'emetofobia, non troppo credo e chissa' quante varianti ci sono quindi chi lo sa se per alcuni sia una malattia mentale incurabile come dici tu.
L'emetofobia è una fobia e come tutte le altre fobie, in linea generale è curabile, poi dipende, se ci si vuole arroccare sul fatto che quasi nessuno la conosce e quindi chissà che mostro si celi nella mente di chi ne soffre, allora è tutto un altro discorso.
Tu e io sentiamo molto l'emetofobia perché ci priva di qualcosa di fondamentale: il cibo. Se avessi avuto paura dei ragni, non la vedresti così catastrofica, perché si può vivere senza ragni, ma senza cibo NO. Ecco perché la sentiamo come più pressante di altre fobie. E in questo c'è molta razionalità.

cristian_82 ha scritto:arriva un momento in cui fa meno male conviverci piuttosto che continuare a sbatterci contro?
Vuoi nomi di gente famosa che prima di raggiungere un risultato in un qualsiasi campo c'hanno sbattuto la testa per tantissimi anni? La storia, che sia quella dell'uomo o la nostra personale, è fatta di fallimenti, come al solito tutto dipende se uno ci crede, se non ci crede è ovvio che il fallimento pesa.
Io ci credevo, ed ecco un House che mi sta ridando la vita.

Frase fatta? Può essere, ma io sono una persona che non muore nemmeno se l'ammazzi, figuriamoci se potevo star lì a frignare sulle cose che non sono riuscita a fare. La pignoleria è un difetto, ma a volte è un dono che può salvarti la vita. Come ho detto in uno dei miei post, per me niente "è così".
E te lo dice una che se deve uscire alle sei di oggi pomeriggio, è digiuna da ieri alle dieci di sera, ma anche una che ha passato un'infanzia in cui avere fame, freddo e paura era una costante. Insomma, sulla mia pelle ho provato di peggio e l'ho superato, sarà per questo che per me non c'è mai un piano B che preveda l'arenarsi sul divano.
